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| Pubblicato il: 14.11.2007 | A cura di: Francesco Fortino |
La sezione di alimentazione è di categoria superiore: usa spire con core in ferrite, per una minore resistenza elettrica, condensatori solidi e più mosfets in parallelo per dividere il carico su più componenti. Si tratta, inoltre, di uno schema a 5 fasi: è abbastanza raro da trovare su piattaforme AM2, data la maggior semplicità del layout rispetto agli standard d’alimentazione Intel, e riesce a garantire corrente in abbondanza per tutti i componenti regalando maggior longevità a tutto il sistema.

Buona la posizione del connettore ATX, messo sul bordo della scheda e libero da altri plug nelle vicinanze: non sarà necessario fare strani giri con i cavi, a tutto vantaggio del ricircolo d’aria interno.

MSI ha intergrato due piccoli pulsanti per reset e accensione, sottolineando l’evidente target della K9A2. Le due porte Serial ATA compatibili SAS, invece, sono colorate di rosso e controllate dal chip esterno Promise PDC42819.

Lo standard SAS rappresenta la diretta evoluzione del precedente SCSI con cui condivide il set di istruzioni principale, mentre cambia la modalità di trasporto dati, stavolta seriale: i vantaggi sono molteplici, tra cui la maggior velocità operativa, ma i miglioramenti più importanti sono sicuramente la possibilità di installare fino a 16384 dispositivi in catena, contro il limite di 32 proprio dello SCSI, oltre all’intercomunicabilità con diversi tipi di periferiche. In altre parole, mentre le normali porte SerialATA accolgono solamente hard disks e lettori ottici, SAS può essere utilizzato anche per scanner, stampanti e altro.

Il pannello I/O posteriore è anch’esso molto lontano dallo standard: manca l’ingombrante parallela e le porte COM (una è disponibile tramite staffa esterna), sono presenti due plug eSata, un’uscita ottica e un connettore FireWire IEE1394.