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| Pubblicato il: 14.11.2007 | A cura di: Francesco Fortino |
L’ultimo quarto di questo 2007 non è stato molto favorevole per AMD: la situazione reale, ovvero l’incontrastato predominio delle soluzioni ICM-based, ha preso il sopravvento influenzando pesantemente sia statistiche presenti che previsioni future. Del resto, non poteva essere diversamente: i continui ritardi su Phenom, le problematiche di produzione e le incertezze dell’azienda di Sunnyvale hanno favorito Intel lasciando AMD in cerca del proprio equilibrio interno, nella speranza di un cambiamento.
Tale cambiamento è forse arrivato, anche se solo in parte: la famiglia di chipset della serie 700, il primo vero frutto maturo della fusione tra AMD e Ati, punta a segnare una svolta nelle funzionalità implementate per controllo diretto dell’hardware ed espandibilità futura grazie all’introduzione di varie tecnologie proprietarie orientate alla modulabilità dell’intero sistema. Con questo si fa riferimento sia alle innovative tecniche di monitor e overclock introdotte con Phenom, dove l’intervento ad un valore singolo può essere applicato indipendentemente sul primo o sul secondo core, sia all’incredibile opportunità offerta dal CrossFireX proprio di 790FX: questa versione di RD790 permette infatti di configurare in parallelo fino a quattro schede video su quattro diversi slot PCIe 8x elettrici.

Tra le caratteristiche più evidenti, oltre all’incredibile numero di linee PCIe integrate in 790FX, va notato un particolare interessante: il supporto a sistemi dual socket, rinominato da AMD Dual Socket Direct Connection, torna nuovamente in auge e viene proposto in soluzioni destinate comunque ad un ambiente consumer più vasto del precedente, in memoria dei passati sistemi AMD 4x4 protagonisti di molte news sul web. Validi anche i consumi, circa 15W massimi per entrambi i chipset, destinati a ridursi ancora con l’introduzione dei nuovi southbridges SB700 e SB750 prodotti da TSMC con lo stesso processo produttivo ora utilizzato per 790FX e 790X (65nm).
Imitando quanto già offerto da alcune soluzioni nVidia, inoltre, AMD ha messo a punto l’opzione AutoXpress, del tutto analoga alla precedente e rivale LinkBoost: tramite alcune modifiche a valori sensibili del bus PCIe, del controller di memoria on-cpu e del chipset è possibile aumentare in modo dinamico le performance del sistema semplicemente abilitando la voce relativa nel bios.
L’entità e la tipologia delle modifiche apportate varia in accordo con la propria configurazione, in particolare a seconda del processore e della scheda video installate: XpressRoute prevede l’overclock automatico del bus PCIe fino a un massimo di 160MHz, una comunicabilità punto-punto nel caso di schede video in configurazione Crossfire, quindi ora senza componenti intermediari, oltre ad un raddoppio del bus HT per aumentare la banda disponibile sui dati destinati alla grafica; Xpress MemBoost, invece, abbassa le latenze della ram e imposta automaticamente i timings migliori in presenza di moduli EPP e cpu Phenom.

Varie novità funzionali, quindi, per offrire qualcosa in più oltre alle performance: da questa breve introduzione, 790FX sembrerebbe promettere bene. Certo, la nuova line-up non si ferma qui: è prevista la nuova versione del fortunato 690G/V, ovvero 780G/V, destinato a soluzioni all-in-one con supporto a grafica DX10, oltre al più economico 740 dotato di un IGP compatibile DX9.0 per sistemi embedded e SOHO. Per il segmento più ampio del mercato, invece, il pubblico aspetta la soluzione AMD 770, un chipset mainstream-value del tutto analogo al 790X, ma privo del secondo slot PCIe 2.0.
Tornando all’oggetto di questo articolo, la prima scheda madre 790FX arrivata in laboratorio è una MSI K9A2 Platinum: punta di diamante della nuova linea AM2, permetterà di valutare al meglio il lavoro svolto da AMD.