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| Pubblicato il: 11.11.2008 | A cura di: Alessandro Crea |
MSI ha investito molto anche dal punto di vista della realizzazione della mainboard, sia per quanto riguarda aspetti prettamente tecnici che di layout. La Eclipse presenta il classico PCB nero tipico delle schede madri basate su chipset Intel e notiamo subito una decisa sterzata sui colori: MSI si è infatti decisa a sostituire quelli sgargianti e di dubbio gusto (come gli slot rosa delle RAM) dei suoi modelli recenti, in favore di una livrea che esprime più sobrietà, ma anche più aggressività.
Passando al layout se ne può subito apprezzare l’ordine generale già a colpo d’occhio. Nonostante infatti l’espandibilità offerta sia tra le migliori in assoluto, la sensazione di avere spazio a sufficienza per montare comodamente e senza limitazioni di sorta i vari componenti è molto forte. Forse un po’ scomoda la posizione della connessione a 24 pin per l’alimentazione principale, che costringe a far passare il cavo sopra le RAM, che diventano così più difficili da sostituire, ma in una scheda così ricca di socket e componenti discreti, tutti accessibilissimi, si tratta di un peccato veniale e difficilmente evitabile.
MSI ha anche abbandonato il design un po’ eccessivo del sistema di raffreddamento a heatpipe che caratterizzava le soluzioni di punta precedenti, in favore di uno più lineare, senza però perdere in efficienza. Oltretutto il nuovo chipset assorbe meno energia e scalda in minor misura.

Osservando lo spazio attorno al nuovo socket LGA1366 la prima cosa che si può notare è lo stadio di alimentazione elettrica, a sei fasi. Possono sembrare poche rapportate alle 16 di ASUS o alle 12 di Gigabyte, ma MSI impiega tutta una serie di tecnologie che, seppur non nuove per il produttore di Taiwan, meritano comunque un breve excursus.
Anzitutto, come si può osservare, tutti i condensatori sono a stato solido per una maggiore durata e i filtri sono del tipo corazzato con core in ferrite, in grado di assicurare minime perdite di potenza. Questi componenti, che MSI chiama DrMOS, sono abitualmente impiegati in ambito server e presentano una tecnologia 3 in 1, che accorpa in un unico componente discreto il driver IC e due mosfet, con un risparmio di spazio, una maggior efficienza e minore produzione di calore.
Entrambi i componenti costituiscono quello che MSI definisce un sistema a due fasi, in grado di garantire un’ottima stabilità nell’erogazione elettrica anche durante l’overclock. Anche il PWM di questa scheda è molto sofisticato, infatti ciascun DrMOS è controllato tramite una funzione che MSI chiama APS (Active Power Switch) e che si ricollega alla gestione in real time dell’erogazione energetica tramite GreenPower Genie. Una doppia serie di LED blu posti su entrambi i lati lunghi della motherboard danno un riscontro visivo di tale funzione, accendendosi e spegnendosi dinamicamente al variare dell’assorbimento energetico.

Spazio più che abbondante anche nella sezione degli slot delle RAM, nonostante essi siano passati dai quattro della generazione precedente ai sei attuali, pensati per permettere l’uso di tre banchi di RAM connessi in triple channel. L’alimentazione qui è del tipo a tre fasi, anche se i valori elettrici dei componenti sono ovviamente inferiori a quelli attorno alla CPU; anche questi implementano comunque tutte le tecnologie appena viste, garantendo quindi stabilità dei voltaggi ed erogazione omogenea dell’elettricità.

La terza sezione della scheda è infine quella dedicata agli slot di espansione, davvero impressionante per completezza. Troviamo qui tre slot di tipo PCI-Express 2.0 x16 controllati dal northbridge che, ricordiamo, è in grado di supportare varie configurazioni come 1 x16, 2 x16 4 x8 e altre ancora, due slot PCI-Express x1 e due PCI controllati invece dal southbridge ICH10.
Per quanto riguarda la gestione dei dischi SATA troviamo ben sei connessioni del tipo SATAII 3.0 GB/s con supporto a configurazioni RAID 0/1/5/10 gestite dal southbridge e altri quattro sempre di tipo SATAII gestite invece da una coppia di chip JMicron JMB322 con supporto a configurazioni RAID di tipo 0/1/5 e 10. Il chip Micron JMB363 si occupa invece delle connessioni IDE 66/100/133 e delle due porte eSATA disponibili. Si possono osservare infine il controller VIA VT6308P per la gestione delle porte FireWire e il chip Realtek 8111C per la LAN. Manca ovviamente un codec dedicato all’audio, vista la presenza nel bundle di una scheda dedicata, di qualità notevolmente superiore.
Si può notare inoltre il piccolo zoccolo in cui va inserito il display LED presente nel bundle, che informa sullo stato di funzionamento tramite alcuni codici, oltre ai chip che gestiscono le funzioni di overclock dinamico e l’aggiornamento automatico dei driver e del BIOS. E’ presente poi una grande novità: si tratta del chip contenente l’EFI, un’evoluzione del BIOS di cui vi parleremo meglio tra poco. Completano la ricchissima dotazione tre pulsanti per l’accensione e il reset della scheda e per l’accensione o la disabilitazione del display a cristalli liquidi.

Una scheda del genere non poteva mostrare punti deboli riguardo l’espandibilità offerta: sul lato posteriore dunque la sezione di I/O si mostra all’altezza di quanto visto finora, con due PS/2, otto USB 2.0, una FireWire, due RJ45 per la connessione LAN, due eSATA e un pulsante per effettuare in tutta comodità un eventuale clear CMOS senza dover aprire il case e agire su jumper poco raggiungibili quando il PC è già assemblato.
