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| Pubblicato il: 18.07.2008 | A cura di: Marco Regidore e Federico Piccirilli |
Una delle caratteristiche più vistose della Blackops è di avere un innovativo quanto efficace sistema di dissipazione chiamato 4in1 Quantum Cooler.
Due heatpipe partono dalla zona del northbridge fino alle due estremità della scheda, ovvero, alla zona del southbridge ed a quella delle fasi d’alimentazione, convogliando il calore prelevato verso la parte centrale del radiatore.
La particolare versatilità del Quantum Cooler permette di poter dissipare il tutto utilizzando sia il convenzionale raffreddamento ad aria sia il più efficace sistema a liquido, fino ad arrivare ad un utilizzo estremo con gas inerti di grande potenza refrigerante come l’azoto.
Ricordiamo però che quest’ultimo tipo di raffreddamento è consigliabile solo all’utenza più esperta, dato che l’utilizzo dell’azoto liquido prevede una certa conoscenza in materia di refrigerazione e, cosa più importante, l’adozione di norme di sicurezza adeguate, dato che si tratta di un elemento molto pericoloso se usato in maniera impropria o da persone inesperte.

Vediamolo nel dettaglio. Il Quantum Cooler si compone di base di un corpo radiante in rame, con la parte centrale alettata, al quale poi si possono aggiungere altri componenti. Può essere utilizzato così com’è oppure con una ventola sopra per ottenere un classico sistema di raffreddamento ad aria. Montando il waterblock in dotazione, può essere integrato in un impianto a liquido, e per i più esigenti in termini di prestazioni può essere rimpiazzato da un tolotto per avere una dissipazione del calore veramente senza limiti. Quattro soluzioni da scegliere per altrettanti tipi d’utenza, da chi si accontenta di avere un’ottima motherboard senza per forza cercare prestazioni esagerate, fino a coloro che non accettano compromessi e pretendono il meglio disponibile sul mercato.

Non potevano mancare i pulsanti di accensione, spegnimento e reset della mainboard direttamente integrati nel PCB della scheda, dotata anche di un pratico LED di diagnosi per gli errori in fase di boot.
La Blackops inoltre ha un doppio bios per avere tutta la sicurezza possibile in fase di aggiornamento, in caso di guasto della EPROM, si può quindi scegliere quale ROM abilitare al boot, in modo tale da poter sempre avviare la macchina in attesa della sostituzione del chip di memoria guasto.

Nella parte posteriore della mainboard troviamo presenti: 2 porte PS/2 per mouse e tastiera; i 6 connettori audio della scheda SONAR; un S/PDIF coassiale ed uno in fibra ottica, entrambi in uscita; una IEEE1394a; 2 connessioni eSATA; 6 USB 2.0; 2 porte RJ45 per la rete LAN.
