|
||
| Pubblicato il: 12.02.2009 | A cura di: Alessandro Crea |
| DSP | Creative X-Fi CA20K2-2AG HF |
| DAC | 1x AKM AK4396VF per il canale frontale, 1x Cirrus Logic CS4382A-CQZ per gli altri sei canali |
| ADC | 1x Wolfson WM8775SEDS per rear microphone, Line In e Aux In (sul bay), 1x Wolfson WM8782S per Mic In |
| OpAmp | 1x National Semiconductor LME 49720 per il canale frontale, 3x JRC 4580 per i restanti canali, 8x JRC 4580 per l’uscita cuffie |
| I/O | 1x S/PDIF, 1x minijack, 1x breakout cable con attacchi minijack per canale frontale, centrale e subwoofer, laterale, posteriore, Line In e Mic In |
| Standard supportati | ASIO 2.0, WDM, EAX 5.0, Direct Sound, Direct Sound 3D, OpenAL, Dolby Digital Live, DTS Connect, DTS Interactive, DTS Neo:PC |
Auzentech ha provveduto a un aggiornamento di quanto offriva la Prelude, più che a una rivoluzione totale, cosa comprensibile, poiché la scheda precedente offriva già componenti allo stato dell’arte, difficili da migliorare se non cambiando fascia al prodotto e portandolo a un livello professionale, che richiederebbe però un’ingegnerizzazione completamente nuova e ovviamente costi ben differenti per l’utente finale.
Vediamo dunque quali soluzioni ha adottato Auzentech nei punti chiave della scheda, partendo dal DAC (Digital to Analog Converter), il chip che traduce i segnali da digitali ad analogici, inviandoli verso le uscite in modo che siano riproducibili dai diffusori. Auzentech ha deciso di restare in casa AKM come per la Prelude, adottando lo stesso DAC AKM AK4396VF presente in precedenza. Del resto, con i suoi 120 dB di intervallo dinamico e un valore di THD (Total Harmonic Distortion) di -100 dB, è uno dei migliori chip sul mercato, in grado di mantenere un’elevata correttezza del segnale dopo averlo tradotto da digitale ad analogico, senza aggiungervi distorsioni, disturbi o coloriture timbriche assenti in quello originale.
L’AK4396VF serve il canale destro e sinistro del front, mentre per i rimanenti canali (laterale, centrale, subwoofer e posteriore) è stato adottato un secondo DAC, il Cirrus Logic CS4382A-CQZ. Si tratta di chip sempre in grado di gestire i flussi audio fino a 24 bit e 192 kHz su sei canali e dotato di ottime caratteristiche, molto vicine a quelle dell’AKM, grazie ai 114 dB di dynamic range.

L’ADC o Analog to Digital Converter, gestisce invece gli input diretti all’interno, convertendo quindi i segnali da analogici in digitali.
Sempre attenta ad offrire il meglio, Auzentech si è orientata sul Wolfson WM8775SEDS, in grado di garantire 102 dB come valore del dynamic range e -90 db di THD, per quanto riguarda il rear microphone, il Line In e l’Aux In, tutti presenti sull’eventuale bay, da acquistare a parte. Un secondo ADC Wolfson, il WM8782S, con caratteristiche qualitative abbastanza simili all’altro, serve il Mic In. In questo modo Auzentech assicura all’utente la possibilità di acquisire l’audio da due fonti distinte, cosa molto comoda per chi compone musica.
Benché le caratteristiche non siano vicinissime a quelle offerte dai due DAC, sono comunque più che sufficienti a garantire una qualità accettabile per un uso non professionale.

Passiamo ora all’OpAmp (Operational Amplifier), un altro componente critico per la resa finale della scheda, in quanto si occupa di amplificare il segnale tradotto in analogico prima che questo raggiunga le connessioni di uscita e sia trasmesso ai diffusori, cercando quindi di preservarne al massimo la fedeltà al segnale originale, aumentandone il volume senza alterarlo.
Poiché la Prelude montava uno dei migliori OpAmp disponibili sul mercato, Auzentech ha saggiamente deciso di restare in casa National Semiconductor, adottando per la Forte semplicemente la nuova versione del precedente LM4562: l’LME 49720. Guardando le specifiche i due amplificatori sono molto simili: National Semiconductor ha infatti semplicemente scelto una nuova nomenclatura per i suoi prodotti, dove la E indica la fascia alta, inoltre i nuovi chip sono RoHS compliant, mentre i vecchi no, questo spiega il nuovo part number adottato. In ogni caso vista l’altissima qualità del precedente modello non si può certo essere dispiaciuti se esso sia restato invariato.
Come da tradizione Auzentech, l’OpAmp è montato su uno zoccolo che ne permette la facile sostituzione. L’LME49720 si occupa del canale frontale, mentre per i restanti canali sono stati adottati tre JRC 4580, OpAmp di buona ma non eccelsa qualità, cosa comunque normale, che accade su tutte le schede multi canale di fascia consumer, in quanto l’adozione dei componenti migliori per tutti i canali farebbe salire il prezzo finale e non offrirebbe comunque notevoli vantaggi, giacchè il suono a cui si fa più attenzione è quello stereo proveniente dagli altoparlanti frontali, mentre i restanti canali servono solo per il surround, riproducendo effetti ambientali spazializzati.
