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| Pubblicato il: 11.10.2007 | A cura di: Francesco Fortino |
A differenza di quanto avvenuto per la storica rivale ATi, nVidia ha presentato vari mesi prima la propria linea di GPU compatibili DirectX10, con tutti i vantaggi che ne derivano: una famiglia di chip figli del performante G80, con modifiche alla frequenza, al numero di stream processors e, infine, al bus dati della memoria onboard.

Dalla tabella è evidente come il gap prestazionale tra un modello e l’altro, in questa fascia, sia collegato più al numero di stream processors (in seguito SP) che alle frequenze operative: in particolare, G86 conta appena sedici unità operanti a 900MHz contro le 32 del fratello maggiore.
Stesso discorso anche per quanto riguarda le schede di categoria immediatamente superiore: nVidia ha alimentato il gap prestazionale tra fascia media e fascia alta aumentando il divario in termini di unità di calcolo.
In altre parole, G80 conta ben 96 o 128 SP, rispettivamente per le versioni GTS e GTX, mantenendo così una differenza più consistente tra le schede 8800 e 8600 rispetto a quanta ce ne sia tra 8600 e 8500, tra loro più vicine: questa è una scelta di mercato ben precisa con lo scopo di creare un vuoto proprio nella fascia di maggiore interesse per l’utente, senza bisogno di grandi cambiamenti sulla linea di produzione.
Quindi, chi è interessato al supporto DX10 senza spendere molti soldi, sia per ragioni economiche che per target d’utilizzo, ha come primo punto di riferimento proprio le soluzioni G86: ecco in questa rassegna ben 6 modelli proposti da 5 tra i produttori più rilevanti a livello mondiale.