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| Pubblicato il: 12.11.2008 | A cura di: Ciro Principe |
Da sempre il settore home networking è affollato da produzioni “semplici” ma spesso carenti sotto il profilo delle funzionalità. Questa politica, volta ad avvantaggiare l’utenza media, pone grossi limiti ai power user che desiderano ottenere il massimo da un hardware spesso sovradimensionato rispetto ai sistemi che devono gestire; è il caso di router, switch e access point i cui software permettono soltanto una gestione tradizionale a livello IP, fornendo, al massimo, la possibilità di regolare il traffico in entrata in reti dietro NAT.
Questa scomoda situazione ha portato molti utenti esperti a sperimentare sugli applicativi di gestione, al fine di introdurre caratteristiche avanzate nei firmware dei propri apparati. Un caso emblematico è quello dei router D-link, i cui firmware sono oggetto di modifiche funzionali da parte di diverse community sparse nel mondo.
Alcuni produttori hanno colto la palla al balzo introducendo nel mercato apparati con firmware open source, spesso basati su kernel Linux, che garantiscono un implicito supporto da parte dell’immensa community *nix.
Il firmware che andremo ad analizzare è appunto open source e creato a partire dal lavoro svolto da Linksys, un marchio in prima linea nel settore Home e So-Ho, che fa riferimento al gigante del networking Cisco.