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| Pubblicato il: 02.10.2012 | A cura di: Faes Andrea |
Oggi parliamo della nuova architettura Trinity di AMD alla base delle nuove APU(Accelereted Processing Unit) della casa di Sunnyvale e per la precisione di Virgo, nome in codice dedicato alla fascia desktop del mercato da distinguersi da Comal per quella mobile dedicata ai notebook..

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AMD, ed in seguito Intel, stanno spingendo molto su queste soluzioni integrate in modo da poter proporre sistemi molto compatti caratterizzati da bassi consumi, ma in grado comunque di sfoderare una potenza, sia nel lato CPU che quello GPU, sufficiente a soddisfare la maggior parte dell’utenza media che solitamente non ha bisogno di sistemi particolarmente complessi.

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AMD è stata la prima azienda a proporre delle APU grazie al progetto Fusion nato dopo l’acquisizione dell’azienda canadese ATI. Nello schema possiamo notare, in maniera molto semplicistica, come è costituita un’APU Trinity. Il core di questi processori è infatti costituito da due blocchi Piledriver ognuno dotato di due core e da una GPU derivata dalla vecchia serie HD6000.
Il know how raggiunto con l’acquisizione di ATI ha permesso ad AMD di avvantaggiarsi in maniera consistente rispetto ad Intel presentando così delle APU caratterizzate da una componente grafica molto performante.

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Dall’immagine possiamo notare le differenze, sia visive che tecniche, tra le APU Trinity e quelle di precedente generazione Llano. Il processo di fabbricazione è rimasto il medesimo SOI a 32nm, ma il numero complessivo di transistor è aumentato oltre gli 1.3 miliardi e di conseguenza anche la superficie occupata dal DIE. Al contempo AMD ha aumentato le prestazioni sia della CPU che della GPU e nonostante questo è riuscita a mantenere i consumi massimi inalterati abbassando addirittura quelli minimi.