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| Pubblicato il: 06.12.2011 | A cura di: Andrea Faes |
Finalmente, dopo tanta attesa, Intel ha presentato la nuova fascia di CPU desktop enthusiast basata sul socket LGA-2011 e abbinata al chipset Intel X79.

Dico finalmente, in quanto Intel ci aveva abituati al metodo TIC-TOC che prevedeva l’alternarsi di una nuova architettura ad un nuovo processo produttivo, il tutto separato da un anno. In pratica l’idea era di introdurre una nuova serie di processori alla fine di ogni anno alternando un’architettura completamente nuova, costruita con il processo produttivo utilizzato già l’anno precedente e quindi ben rodato, ad un die shrink dell’architettura introdotta l’anno prima e quindi già ben conosciuta, permettendo così di utilizzare un nuovo processo produttivo.
Questa strategia, adottata con l’introduzione della serie Core 2 Duo, ha avuto successo riportando Intel sulla cresta dell’onda dopo alcuni anni ad appannaggio di AMD e del suo Athlon 64. Nei primi anni la sequenza TIC-TOC è stata rispettata in maniera esemplare fino al 2009 con l’uscita delle CPU Westmere, ma da quel momento in poi Intel ha cominciato ad accumulare qualche ritardo. Il principale imputato di questo rallentamento non è dovuto a problemi di produzione, ma molto più probabilmente causata dalla mancata concorrenza della rivale AMD che ha permesso alla casa di Santa Clara di prendersela con comodo.

Fino al 2008 e 2009 la tabella è stata rispettata, ma dal 2010 questo non è accaduto, dato che questa nuova architettura Sandy Bridge-E avrebbe dovuto debuttare a fine 2010, praticamente esattamente un anno fa. Intel è sempre stata solita presentare prima la fascia alta e poi quella media, invece questa volta ha fatto l’esatto opposto rilasciando Sandy bridge socket LGA-1155 a gennaio e Sandy bridge-E a novembre.