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| Pubblicato il: 05.01.2009 | A cura di: Francesco Fortino |
Se molti hanno vissuto il lancio di Nehalem come il raggiungimento di un nuovo livello prestazionale, l’osservazione si è dimostrata generalmente corretta: nei test valutati in questa analisi, è evidente come il miglioramento rispetto alla precedente architettura, a parità di frequenza, sia presente per la maggior parte degli applicativi e, se per alcuni è più limitato, per altri rappresenta un vero e proprio stravolgimento.
In particolare, interessano soprattutto i risultati ottenuti in rendering e compressione video: per entrambi si tratta di un incremento medio del 20-25%, con punte oltre il 100% se si guarda alla conversione in formato DivX.
Risultati inferiori, ma comunque validi, si hanno nel settore gaming dove, alle basse risoluzioni, si riscontra un boost alle volte particolarmente significativo. Questo, però, diminuisce all’aumentare del dettaglio: del resto, si tratta di un contesto dove è la GPU a fare la differenza, sarà quindi necessario equilibrare correttamente il sistema per notare il miglioramento.

Dal lato prestazionale Nehalem sembra convincere sotto molti aspetti, conservando sempre e comunque un margine di vantaggio rispetto all’architettura ICM. Passiamo ad esaminarne i consumi.
Il grafico si riferisce al sistema completo con tutte le tecnologie di risparmio energetico disattive; per stressare il processore, invece, sono stati avviati tanti thread del programma ORTHOS (modalità Small in-place FFT), quanti necessari per occupare tutti i core, logici o fisici, delle CPU: otto nel caso di Nehalem, quattro per gli altri processori.
I risultati sono incoraggianti: il valore in Idle è probabilmente influenzato dalla presenza di 1 GB di RAM in più, necessario per sfruttare il Triple Channel, mentre in Full Load si rimane comunque sotto al predecessore Core 2 Quad e al rivale Phenom 9950; ne consegue che chi voglia passare alla nuova architettura e non disponga di un alimentatore particolarmente sovradimensionato non correrà alcun rischio.

Nota dolente per molti, è forse il costo da sostenere per l’acquisto di una piattaforma base composta da motherboard, CPU e memorie. A conti fatti però, considerando la scheda madre ECS X58B-A e il Core i7 920, la spesa è abbastanza contenuta: in questo caso, l’acquisto della nuova architettura Nehalem potrebbe essere una buona scelta, soprattutto se l’interesse dell’utente riguarda ambiti come rendering, compressione video o gaming.
Visti i risultati prestazionali raggiunti, assegnamo al processore Intel Core i7 920 il nostro award BEST PERFORMANCE.

Si ringraziano Intel, Barabino & Partners, TiburCC, Crucial, Maggio Comunicazione e ECS per aver fornito il materiale in test.

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Vorrei segnalare poi altre 3 schede madri presenti nella stessa fascia di prezzi della MoBo del test:
* Gigabyte GA-EX58-DS4 (€ 214)
* Gigabyte GA-EX58-UD5 (€ 239)
* MSI X58 Platinum (€ 255)