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| Pubblicato il: 03.11.2008 | A cura di: Francesco Fortino |
Dopo il colpo messo a segno con l’architettura ICM, Intel si prepara ad un nuovo attacco per confermare la sua leadership nel settore CPU con quello che sarà il principale riferimento per performance ed efficienza nel prossimo futuro.

L’architettura alla base di Nehalem, infatti, rappresenta l’evoluzione diretta delle CPU Core 2, rafforzando ed integrando quei particolari che avrebbero potuto dare ulteriori vantaggi a quello che è stato, fin’ora, il prodotto di maggiore successo dell’azienda degli ultimi anni.
Chi pensava che l’Intel Core Microarchitecture avesse raggiunto i massimi livelli prestazionali in tutti i campi d’utilizzo è in errore: Nehalem porta innovazioni interessanti non solo dal punto di vista strettamente prestazionale, ma anche per quanto riguarda il power management.

La roadmap Intel segue un ritmo definito “TICK, TOCK”: ad una fase TOCK che identifica l’introduzione di una nuova architettura, segue una fase TICK che consiste nell’ottimizzazione di questa tramite un nuovo processo produttivo. In altre parole, se Penryn rappresenta la fase TICK relativa al core Merom, Nehalem appartiene alla successiva fase TOCK.

Viene da sé che il nuovo processore Core i7 introduce necessariamente un cambio d’architettura sostanziale anche per quanto riguarda chipset e socket: il nuovo X58, infatti, ha ben poco da spartire con il suo predecessore X48.
Le novità sono tutte da scoprire: così come AMD, anche Intel è passata all’integrazione del memory controller nella CPU, con vantaggi per quanto riguarda tempi d’accesso e latenze verso la memoria, introducendo per prima il supporto al Triple Channel per aumentare la larghezza di banda disponibile.
Ecco in cosa consiste la nuova architettura Intel.