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| Pubblicato il: 01.06.2012 | A cura di: Vincenzo Cosentino |
I più smanettoni o gli appassionati di elettronica conosceranno già la scheda Arduino. A giudicare dall’aspetto estetico, qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una rivisitazione in chiave anglosassone della scheda programmabile divenuta ormai vanto per il nostro Paese. Ma non è così: si tratta infatti di due dispositivi completamente differenti fra loro. Cerchiamo quindi di capire meglio cos’è Arduino.

Mentre il Raspberry Pi è un vero e proprio computer, dotato di un suo sistema operativo e capace di avviare programmi e giochi, Arduino è "solo" un microcontrollore programmabile, adatto quindi per scopi domotici o per creare progetti elettronici con componenti hardware (interfacciati alla scheda stessa) e qualche riga di codice di programmazione.
Ad Arduino non è infatti possibile collegare un monitor dove visualizzare l’interfaccia grafica di un sistema operativo e, almeno nativamente, non offre la possibilità di collegare attraverso un jack da 3,5 mm casse audio o un paio di auricolari. Ciononostante, c’è un qualcosa che lega i due dispositivi: il linguaggio di programmazione Python. Entrambi sono infatti in grado di tradurre ciò che uno script o un software programmato in Python comunicano, abbattendo in definitiva i limiti della fantasia di chi possiede sia un Arduino che questo fantastico micro computer.
Le due schede sono infatti interfacciabili tramite i PIN di espansione presenti sul Raspberry Pi. Maggiori informazioni a riguardo sono presenti qui.