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| Pubblicato il: 12.10.2009 | A cura di: Alessandro Crea |
Abbiamo testato la tastiera Roccat Valo per diversi giorni, con sessioni di gioco basate su titoli come Call Of Juarez Bound In Blood, Wolfenstein, Prototype o durante sessioni di multiplayer di Armed Assault, oltre ovviamente ad utilizzarla per digitare anche testi molto lunghi.
Ergonomicamente la Valo è un’ottima tastiera, molto ben realizzata. La razionalità del layout aiuta tantissimo nel riconoscere a colpo d’occhio i tasti che cerchiamo al momento, mentre il feeling della digitazione è davvero molto buono, i tasti hanno la giusta sensibilità e difficilmente si preme il tasto sbagliato, anche digitando in velocità, questo grazie alle dimensioni della tastiera, che offre una superficie estesa per ogni singolo tasto.
L’unico neo che si può riscontrare è la mancanza del poggia polsi, che costringe a tenere polsi e avambracci sollevati, potendo in alcuni casi portare un certo affaticamento alle articolazioni, ma questo accade soprattutto durante lunghe digitazioni e non certo quando si gioca, momento in cui i tasti da premere grossomodo sono sempre gli stessi e si può quindi tranquillamente tenere la mano poggiata in posizione, senza temere affaticamenti eccessivi.

Per quanto riguarda le prestazioni nei giochi, ovviamente le sensazioni non possono che essere molto positive. L’enorme personalizzazione dei tasti e la gran quantità di quelli programmabili offrono una flessibilità d’uso come mai si era vista finora e la connessione tramite cavo rende l’esecuzione dei comandi precisa, veloce e priva di qualsiasi delay. Alcune funzioni accessorie poi, come la retroilluminazione o la presenza del comodo microfono direzionale, sono in grado di completare l’esperienza d’uso di questa tastiera, facendola apprezzare sotto ogni punto di vista, compreso quello estetico: partecipare infatti a un LAN party con la Roccat Valo retroilluminata non ci farà di certo passare inosservati.