|
||
| Pubblicato il: 19.11.2008 | A cura di: Federico Piccirilli |
OCZ non è solo un produttore di memorie e di alimentatori, da oggi infatti il marchio di Sunnyvale entra in un nuovo settore, quello delle periferiche di comando per PC, e lo fa in grande stile, lanciando la prima periferica in grado di controllare il computer in maniera rivoluzionaria: con la mente.
Sembra fantascienza ma è tutto vero, il Neural Impulse Actuator serve proprio per sostituire, almeno in parte, l’utilizzo di mouse e tastiera come dispositivi di input. Ovviamente resta da vedere se è veramente capace di tanto dato che le promesse sono a dir poco ambiziose.
Del Neural Impulse Actuator, o NIA come è definito più comunemente, se ne parlava già mesi addietro e per lungo tempo è stato oggetto di discussione specie tra le comunità di gamer, impazienti di sapere se fosse mai divenuto realtà e, nel caso, come si sarebbe comportato. Ora finalmente è giunto il momento di scoprire i dettagli che si celano dietro a questo strano quanto misterioso prodotto.

Il NIA si presenta piuttosto anonimamente, con una scatola che racchiude al suo interno il bundle che nulla rivela sulle funzioni del prodotto: un box di metallo nero (il NIA vero e proprio), un cerchietto di plastica gommato, un comune cavo USB, il manuale ed il CD d’installazione.

L’unità che costituisce il cuore dell’apparecchiatura è il piccolo box in metallo satinato con su stampigliato il logo NIA. Rettangolare con i bordi concavi e arrotondati, lo chassis ha una piedinatura gommata sul lato inferiore ma, viste le ridotte dimensioni ed il peso esiguo, nulla vieta di posizionarlo anche verticalmente.

Su di un lato troviamo una presa USB, sull’altro quella per connetterlo ai sensori posti sul cerchietto, nient’altro che possa svelarci ancora qualcosa su come funziona quest’oggetto.

Qualcosa la si comincia a capire dal cerchietto gommato che ospita tre sensori romboidali da posizionare sulla fronte, mentre dal lato della chiusura troviamo un cursore con dei lacci in modo da adattarsi comodamente alle dimensioni della testa di ciascun utente.

Dall’estetica possiamo dedurre quindi che il NIA è composto di una parte che fa da interfaccia vera e propria e da un’altra che ospita i sensori e richiede di essere indossata. A quanto pare OCZ ha deciso di puntare tutto sui contenuti, lasciando trapelare poco o niente dalla sola analisi visiva dell’oggetto, che appare di per se anonimo e indecifrabile nella sua funzione.
Una volta acceso la base presenta una lieve illuminazione blu, ma prima di andare a vederne il comportamento, analizziamone il funzionamento.