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| Pubblicato il: 25.02.2009 | A cura di: Gianluca Mastrantonio |
La nuova PowerShot G10 riprende fortemente il design dei precedenti modelli, estremizzando quelle linee retrò che hanno caratterizzato la G9 e la G8. L’ultima creazione del colosso giapponese infatti, strizza dichiaratamente l’occhio alle gloriose fotocamere a telemetro degli anni ’70 e, se non fosse per il grande display LCD da 3”, l’illusione sarebbe quasi perfetta.

I designer di casa Canon sono andati quindi contro tendenza, mettendo al bando linee sinuose e superfici hi-tech e dando vita ad un oggetto caratterizzato da forme squadrate e colori sobri. L’esperimento si dimostra decisamente riuscito e quest’ultima PowerShot appare esteticamente piacevole e dotata di grande personalità.
La scocca è composta da due semigusci in policarbonato di eccellente qualità, robusto e resistente. La finitura opaca è piacevole al tatto, anche se la parte gommata che riveste l’impugnatura risulta abbastanza dura e non particolarmente confortevole, specie nelle lunghe sessioni di scatto, dove avremmo preferito una conformazione più ergonomica.

La PowerShot G10 ferma l’ago della bilancia sui 350 g batteria esclusa, un valore in linea con la concorrenza, anche se la distribuzione dei pesi non proprio ottimale e la compattezza dell’impugnatura, tendono ad affaticare il polso più del dovuto.
Notevole la quantità di comandi presenti sul corpo: rispetto alla G9 è stata aggiunta un’ulteriore ghiera in alluminio, inserita sotto a quella di selezione dei modi di ripresa, che permette di scegliere rapidamente la sensibilità ISO. Una terza invece, è dedicata invece alla compensazione dell’esposizione, con un range di +/- 2 stop a passi di 1/3 di stop. La parte superiore è completata dal pulsante di scatto, che è circondato dalla rotellina per il controllo dello zoom e dal pulsante d’accensione.

Sul dorso, oltre al display di cui accennavamo prima, è presente anche un mirino ottico, con relativa regolazione diottrica, sprovvisto però di qualunque indicazione esposimetrica. Alla destra del display è inserito il classico pad a quattro direzioni con tasto centrale, circondato da un comodo jog-dial.
La parte anteriore è molto pulita e lineare. L’unico tasto presente è quello che sblocca la protezione della baionetta su cui è possibile montare i complementi ottici.

Le connessioni audio/video e USB sono state posizionate sul fianco sinistro del corpo, convenientemente protette da uno sportellino a molla, mentre gli alloggiamenti di batteria e SD card trovano posto, come da tradizione, sul fondo del dispositivo.

Tutti i comandi rispondono con prontezza e precisione. Lodevole in particolare il feedback rilasciato dal pulsante di scatto, dotato di una corsa lunga e morbida in fase di messa a fuoco, ma netta e puntuale nel momento dell’apertura dell’otturatore.