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| Pubblicato il: 01.12.2008 | A cura di: Gianluca Mastrantonio |
Chiunque si sia avvicinato al mercato della fotografia negli ultimi settant’anni ha avuto a che fare col brand Nikon: l’importanza che esso riveste nel mercato dell’ottica in genere è obiettivamente innegabile. In particolare il settore fotografico occupa un ruolo primario negli sforzi di ricerca e sviluppo della casa nipponica e da quando, nel 2006, la dirigenza annunciò l’interruzione della produzione delle macchine a pellicola (tranne due modelli) gli sforzi di Nikon si sono concentrati nel raggiungimento della leadership tecnologica sull’arduo terreno della fotografia digitale.

Il segmento medio è storicamente il campo di battaglia più ostico per le aziende di ogni settore e la fotografia non fa eccezione. Da questo punto di vista Nikon è stata spesso accusata di politiche troppo conservative, riservando le soluzioni tecnologiche più interessanti per i modelli prosumer e high-end, curandosi poco dell’utente medio.
Con la D90, oggetto della nostra prova, la casa di Tokyo ha però intenzione di rispondere a tali accuse con i fatti.

La nuova nata viene offerta al pubblico in versione solo corpo o in tre kit differenti: quello standard in cui è affiancata dal nuovo 18-105, quello grandangolare dove è accompagnata dal 16-85 e quello chiamato “Telephoto” in cui è presente il versatile 18-200. Tutte le ottiche in questione sono dotate di stabilizzatore d’immagine e motore di messa a fuoco interno.