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| Pubblicato il: 23.05.2008 | A cura di: Gianluca Mastrantonio |
Con uno zoom 18x non ci si possono aspettare miracoli a livello di distorsione. Alle focali estreme infatti le distorsioni a botte e a cuscino sono abbastanza evidenti, come mostrano le immagini seguenti:

La Nikon ha però introdotto su questa macchina un sistema di correzione elettronico della distorsione che funziona egregiamente, restituendo immagini decisamente più equilibrate:

Per quanto riguarda il rumore, le immagini che seguono sono state scattate rispettivamente a ISO 200, 400, 800, 1600 e 6400. Si ricorda che i valori ISO 3200 e ISO 6400 sono disponibili solamente alla risoluzione di 3 Mpixel e che il sensore ha una sensibilità base di ISO 64.

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Si può constatare come fino a ISO 400 il noise si mantenga su valori decisamente contenuti, aumentando visibilmente da ISO 800. Oltre questo valore è praticamente inutile spingersi, riservando le sensibilità più estreme solamente a casi “d’emergenza”.
La P80 dispone del sistema di stabilizzazione ottica d’immagine VR (Vibration Reduction) di Nikon che capta le vibrazioni della fotocamera e agisce tramite un servomotore sul sensore CCD spostandolo per compensare le oscillazioni del corpo. Su un’ottica in grado di sfiorare i 500 mm equivalenti, l’importanza di questo sistema è vitale per una buona riuscita delle foto.
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Lo scatto è stato eseguito alla massima focale con un tempo proibitivo per una macchina non stabilizzata: 1/60 s. Si può notare come l’immagine risulti praticamente perfetta, rivelando come il sistema VR di Nikon applicato alla Coolpix P80 riesca a far guadagnare mediamente 3-4 stop.
Nell’ultima parte analizziamo l’aberrazione cromatica nelle zone ad alto contrasto:
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Nonostante le condizioni estreme di ripresa, il fringing si mantiene su valori estremamente contenuti, al limite facilmente correggibili in post-produzione.