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| Pubblicato il: 01.03.2010 | A cura di: Alessandro Crea |
Interagire con una macchina è sempre stato uno dei problemi principali dell’Informatica: riuscire infatti a rendere semplice ciò che è per sua natura complesso è la chiave di volta per portare davvero i PC all’interno della nostra vita di tutti i giorni. Molti passi avanti sono stati fatti in questo campo dall’epoca dei primi calcolatori a schede perforate: interfacce grafiche, tastiera e mouse hanno semplificato l’interazione con i PC e avvicinato milioni di persone al mondo dei computer, ma l’interazione resta ancora ostica e poco intuitiva per tantissimi utilizzatori, non particolarmente appassionati di tecnologia, che non hanno voglia o tempo di comprendere la macchina, ma vorrebbero solo utilizzarla per svolgere i propri task quotidiani, in maniera più immediata e intuitiva.
Da questo punto di vista, la soluzione migliore è indubbiamente il touch screen, che abbiamo imparato a conoscere prima sugli smartphone, iPhone in primis seguito da tutti gli altri: si tratta infatti di una soluzione che semplifica di molto l’interazione uomo/macchina, giacché non c’è niente di più immediato che usare le mani per cliccare larghi pulsanti colorati e dalla funzione molto chiara, invece di dover interagire con menù a tendina, comandi, periferiche, settaggi e quant’altro. Purtroppo però una cosa è implementare funzioni di tipo touch o multitouch su schermi da 3 o 4" e un’altra su quelli da 20 o 30" che si usano per i PC, senza contare che ovviamente un sistema operativo desktop è molto più complesso di uno per smartphone e fare in modo da poter accedere a tutte le funzioni offerte senza fare uso delle interfacce attuali è abbastanza difficile. Per questo motivo, ad esempio, nonostante l’esperienza accumulata con l’iPhone, nemmeno Apple ha ancora debuttato con un OS pensato e sviluppato per un uso davvero ed esclusivamente multitouch, idem Microsoft, anche se Seven, che equipaggia il PC che analizzeremo oggi, supporta tale tecnologia. Tuttavia, molte parti dell’interfaccia restano ostiche da utilizzare in questa maniera ed è per questo che DELL ha sviluppato un suo programma in grado di raccogliere le principali funzioni multimediali e intrattenitive del PC in un’interfaccia pienamente multitouch, che si sovrappone alla GUI di Windows 7.

DELL è il secondo produttore al mondo di preassemblati ed ha quindi la forza economica di sviluppare nuove soluzioni e di imporle poi sul mercato grazie a una distribuzione capillare e a prezzi competitivi. l’Inspiron One 19 Touch di cui parleremo oggi ne è un esempio: si tratta infatti di un all-in-one con appunto supporto ad alcune funzioni touch: la soluzione migliore per chi voglia dotarsi di un PC completo e ben realizzato, elegante, con una buona configurazione hardware e un prezzo molto interessante, sia a casa che in ufficio e magari godere di alcuni dei vantaggi che porteranno i futuri sistemi operativi, che dovrebbero essere completamente touch, ma procediamo con ordine e diamo prima un’occhiata al bundle.

L’Inspiron One 19 arriva in una confezione in anonimo cartoncino marrone, senza scritte né immagini, presentandosi quindi sin da subito come una soluzione per il mondo del lavoro, ma in realtà, come vedremo meglio, si tratta di un PC che va benissimo anche per l’uso casalingo. In ogni caso la confezione è ben fatta e il PC ottimamente protetto dagli urti del trasporto.
All’interno la dotazione è davvero molto completa e offre già tastiera e mouse (disponibili anche in versione wireless), manuale, garanzia, cavo di alimentazione elettrica e una serie completa di CD che servono sia per il ripristino del sistema operativo sia di tutti i programmi già preinstallati.