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| Pubblicato il: 10.02.2010 | A cura di: Alessandro Crea |
Netbook è una categoria di mercato che inizia a stare troppo stretta all’utenza. L’idea di base infatti è ottima, ossia realizzare dispositivi ultraportatili tramite cui svolgere le mansioni più diffuse dall’utenza non professionale, come navigare, controllare la posta, gestire i propri archivi di foto e documenti e poco altro, il tutto tramite un oggetto molto leggero e dalla grande autonomia, facile da portare in giro. La realizzazione però, specie per quanto riguarda la prima generazione di device, lasciava alquanto a desiderare, sia dal punto di vista estetico, con dispositivi non proprio curatissimi e dai materiali molto dozzinali, sia dal punto di vista della piattaforma, la famosa Intel Atom, davvero troppo poco potente, anche per task generici.
Ecco allora che, da allora, ogni produttore ha cercato di offrire qualcosa di più, che caratterizzasse il proprio prodotto e lo rendesse più appetibile degli altri, visto che la dotazione hardware era solitamente esattamente identica e non poteva quindi fare la differenza. In seguito poi la competizione sul mercato ha portato altri attori sulla scena, spesso capaci di offrire soluzioni hardware più performanti della classica piattaforma Intel Atom: è il caso di AMD, prima con Yukon e poi con Congo, o di NVIDIA col suo ION. Ciò ha costretto a sua volta Intel a sviluppare una nuova generazione di piattaforme portatili che abbassassero i consumi e aumentassero le prestazioni, soprattutto in ambito multimediale, vero tallone d’Achille del sottosistema grafico presente nella prima generazione della piattaforma. Ciò non ha potuto che giovare all’utenza e anche ai produttori che stanno man mano avendo l’opportunità di offrire prodotti che, al di là del form factor e della portabilità, possono essere anche molto differenti per cura e prestazioni e se questo da un lato ha allontanato di qualche centinaio di euro i prodotti dal loro costo originario è anche vero che li ha portati su un altro livello e ha così diversificato il mercato, a tutto vantaggio dell’utenza.
Packard Bell, uno dei maggiori produttori mondiali, ha potuto così ad esempio quest’anno introdurre la sua nuova famiglia di ultraportatili e netbook che, come vedremo meglio, è caratterizzata sia da estetica e materiali curatissimi, sia da dotazioni hardware sopra la media dei normali netbook economici.

La scatola, stranamente, punta su un aspetto più giovanile che trendy: con una confezione chiara con in primo piano la foto di una giovane ragazza sorridente, trasmette più un’immagine di freschezza e dinamismo che una fashion, a nostro avviso più vicina all’offerta.
Aprendo la confezione comunque troviamo un bundle essenziale ma completo, che non indulge in extra che sperpererebbero esclusivamente il costo finale del dispositivo su accessori di secondaria utilità. Troviamo quindi un manuale multilingua, la garanzia, l’alimentatore col cavo elettrico (presa di tipo tedesco), un cavo dati USB e una pratica custodia vellutata e imbottita, perfetta per proteggere le superfici lisce del Dot M/U.
