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| Pubblicato il: 25.11.2009 | A cura di: Alessandro Crea |
Tutti contro Intel: così si potrebbero riassumere le politiche messe in atto dalle varie aziende da quanto Atom è divenuta la piattaforma di successo che ben conosciamo, dando vita al nuovo segmento di mercato dei netbook. d’altronde si tratta di una normale dinamica di mercato ed è normale che la concorrenza voglia tentare di scalzare il re del mercato, sostituendolo con un proprio prodotto simile.
Per fare questo molte aziende stanno proponendo soluzioni che cercano di superare Atom sui propri punti deboli, ossia una certa mancanza di performance, soprattutto in ambito grafico ma non solo, che secondo molti utenti inizia a diventare davvero troppo, anche su piattaforme ultraportatili come i netbook dove la potenza non è certo la caratteristica principale.
In attesa della nuova famiglia di Atom che promette migliori prestazioni per quanto riguarda il sottocomparto grafico e del debutto della piattaforma Intel CULV (Consumer Ultra Low Voltage), NVIDIA ha presentato il suo chipset ION che, dotato di sottosistema grafico più performante, permette migliori prestazioni alle CPU Atom, mentre AMD, com’è naturale, ha introdotto una piattaforma interamente sua, chiamata Yukon, che quest’anno sarà sostituita dalla nuova versione, nome in codice Congo, che promette di essere ancora più potente e al contempo consumare meno della precedente.
Uno dei primi prodotti a essere basati su tale soluzione è proprio il modello One 200 della linea Ferrari di Acer, uno dei più grandi produttori mondiali di portatili, che non poteva non essere all’avanguardia per quanto riguarda la sua linea più esclusiva.

Della piattaforma AMD parleremo meglio più avanti, ora invece diamo un’occhiata al bundle e poi all’Acer Ferrari One 200.
Dire che il bundle è spartano sarebbe un eufemismo: esso infatti è composto esclusivamente dall’alimentatore esterno e dal suo cavo, con un secondo cavo dotato di spina inglese in dotazione. Può sembrare strano, ma non se si pensa che tutto il prezzo di questo prodotto è praticamente speso nella realizzazione, nella progettazione, nell’estetica, nella licenza per l’uso del marchio Ferrari e e nell’adozione della piattaforma AMD e, per chi è appassionato del marchio del cavallino rampante e delle prestazioni, sono sicuramente soldi meglio spesi che nel dotare l’One di tanti gadget costosi quanto superflui.
