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| Pubblicato il: 06.02.2009 | A cura di: Federico Piccirilli |
Stavolta le dimensioni sono praticamente identiche e i due netbook differiscono ad un primo sguardo solo dalla colorazione, nera (o bianca) per il Nepher di Olidata, bianca (o blu) per l’NC10 di Samsung.

Entrambi propongono linee molto semplici ed un design piuttosto lineare, senza troppi fronzoli e votato principalmente a definire un prodotto “per tutti”, evitando di eccedere nella ricercatezza per concentrarsi su una dotazione tecnica efficiente proposta ad un prezzo concorrenziale.
Le plastiche dell’Olidata sembrano tuttavia di qualità leggermente inferiore a quelle utilizzate sul Samsung, dove anche le rifiniture appaiono più curate e precise. Tuttavia non si rilevano difetti in nessuno dei due modelli, entrambi ben realizzati e sufficientemente curati nell’assemblaggio.
Ciascun produttore ha operato la medesima scelta per il dorso del proprio netbook, lasciando in bella mostra solo il logo caratteristico, senza caricare troppo la facciata di dettagli che ne possono distrarre l’attenzione.

Sul lato frontale Olidata ha scelto di inserire le prese jack per il microfono e le cuffie, facilitando in questo modo la connessione ed evitando di intralciare così l’utente con i relativi cavi. Si notano agli estremi le due aperture per gli speaker integrati, mentre al centro le quattro spie di funzionamento canoniche.
Samsung d’altro canto ha optato per una soluzione più classica, con i consueti LED di stato, ben sette, posizionati dalla parte sinistra; sulla destra invece, in posizione piuttosto nascosta a dir la verità, il lettore di memory card, situato appena sotto la cornice argentea che ne percorre tutta la parte laterale. Una svasatura inferiore ospita poi due prese d’areazione, che invece sull’Olidata vengono poste, come vedremo, in maniera differente.

Sul lato sinistro il Nepher colloca la presa RJ45, il connettore VGA e due prese USB 2.0, lasciando lo spazio restante per una presa d’areazione. Molto particolare la linea fluida e aggressiva che fa da collegamento tra la parte del display ed il piano tastiera.
Sull’NC10 vediamo anche qui, due prese USB 2.0, quella RJ45 e, al posto della VGA, il connettore d’alimentazione. Non manca la griglia d’areazione per la componentistica interna. Notiamo come l’angolo rispetto alla superficie d’appoggio sia qui più pronunciato, merito della batteria di dimensioni maggiori che funge anche da supporto.

Passando dal lato opposto, entrambi mettono a disposizione un aggancio Kensington ed una presa USB 2.0. Dove il Nepher colloca il lettore di memory card, la presa d’alimentazione e, per la prima volta su di un netbook, la connessione RJ11 per la rete telefonica, il Samsung propone invece la presa VGA e i jack di entrata e uscita audio. La soluzione di Olidata prevede poi in aggiunta, una ulteriore presa d’areazione, mentre Samsung ha deciso di collocare, all’estremo della parte terminale tondeggiante del portatile, il grande pulsante d’avviamento della macchina, che si illumina di blu quando questa è in funzione; scelta che può lasciare perplessi in un primo momento ma che in realtà si è dimostrata abbastanza pratica da utilizzare, una volta che ci si è fatta l’abitudine.

Sotto vediamo come Olidata proponga una soluzione meno affollata di griglie d’areazione (avendole spostate per lo più sui lati esterni) e più razionale se si decida di smontare il portatile per la manutenzione o per aggiornamenti.
Samsung d’altro canto, pur sovrabbondando con le soluzioni di raffreddamento, rivela una scelta stilistica più bella da vedere nel complesso, anche se più carente dal punto di vista prettamente funzionale. Gli speaker qui vengono posizionati in due settori circolari posti verso il frontale del netbook, forse un po’ troppo vicini alla superfice d’appoggio per elargire un suono chiaro e pulito, che in effetti risulta un po’ ovattato, cosa che non avviene sul netbook di Olidata.