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| Pubblicato il: 26.06.2009 | A cura di: Federico Piccirilli |
Abbiamo visto quindi come parlare di e-paper sia in realtà fuorviante, non esiste infatti una tecnologia univoca definibile con tale nome, ma si tratta piuttosto di un insieme di caratteristiche che possono essere raggiunte tramite diversi percorsi, identificabili come processi produttivi.
L’e-paper è quindi più un concetto, secondo il quale si tenta di definire un sistema per superare i limiti fisici del supporto cartaceo, integrandolo con l’alta tecnologia oggi disponibile, unendone i principali vantaggi ed eliminandone, ove possibile, i lati negativi.
La carta ovviamente non richiede energia per funzionare, è flessibile, leggera ed economica, può essere scritta e cancellata a piacimento e garantisce un contrasto quantificabile in circa 20:1, con una riflessività pari al 65%. E’ leggibile inoltre da ogni angolazione e sfrutta la luminosità ambientale per rendere visibile il suo contenuto. Tutte caratteristiche che non per niente l’hanno resa il supporto per antonomasia sul quale si è sviluppata la lingua scritta… ma l’e-paper vuole andare oltre.
Lo svantaggio principale della carta è che non può cambiare il suo contenuto dinamicamente, una volta che viene scritta al massimo può essere cancellata e riscritta, ma lo spazio a disposizione non cambia: per inserire più dati serve più carta.
Tuttavia non è possibile emulare il supporto cartaceo con le tecnologie comuni utilizzate per i display, dato che sono ancora troppo costose, necessitano di essere implementate su dispositivi voluminosi, hanno una scarsa visibilità in certe condizioni, specie da certi angoli di visione. Serve perciò un qualcosa di alternativo, una via di mezzo se vogliamo, tra la comune carta ed i display LCD odierni.
E’ qui che si inserisce l’e-paper nelle sue varie incarnazioni. I bassi consumi energetici uniti all’economicità del supporto, l’hanno resa fin da subito una soluzione potenzialmente interessante, considerando anche la possibilità di essere resa flessibile, utilizzando ad esempio film in materiali plastici anziché in vetro, senza perdere in solidità e mantenendo un peso estremamente basso.
Il contrasto non è alla pari di un monitor LCD ma è più che sufficiente per leggere un testo o visualizzare immagini non troppo complesse, mentre gli angoli di visione sono migliori, garantendo praticamente le stesse possibilità offerte dalla carta. Con l’e-paper poi si risponde alla questione precedente: è un materiale che può cambiare dinamicamente i suoi contenuti, con un solo foglio si possono visualizzare potenzialmente infiniti dati, limitati solo dalla memoria ad esso collegata. Proprio nel collegamento sta un altro vantaggio dell’e-paper, che in pratica diventa un display per dispositivi informatici vero e proprio, in grado non solo di visualizzare testi, ma di essere utilizzato come un qualsiasi monitor per l’attività quotidiana con apparecchiature elettroniche.
I punti chiave nella realizzazione dell’e-paper sono certamente da ricercarsi nella possibilità di mantenere le informazioni senza il bisogno di alimentazione continua, quello che prima abbiamo definito come sistema bistabile. Bisogna anche tenere conto delle possibilità di flessibilità del supporto e dei vantaggi collegati alla mancanza di retroilluminazione, tutte caratteristiche che rendono queste tecnologie ideali per essere utilizzate su dispositivi portatili di qualunque tipo.
Per tutti questi motivi il settore dell’e-paper è in continua crescita e ogni giorno vengono fuori nuove soluzioni per rendere migliori i supporti. Al momento però tutto ruota attorno a E-Ink e alla relativa produzione di display elettroforetici, che costituisce praticamente la stragrande maggioranza dell’offerta disponibile, limitando di molto l’introduzione di nuove soluzioni e nuovi competitor sul mercato. Le altre tecnologie, almeno per adesso, sono infatti limitate a ricoprire ruoli di nicchia, impiegate come sono esclusivamente in settori ben precisi e restando precluse al grande pubblico per via dello scarso peso commerciale.
L’e-paper stenta per ora a prendere piede anche per un altro motivo però, infatti ha ancora dei limiti che non la rendono particolarmente appetibile ad impieghi commerciali, limiti che per ora sono stati ignorati per realizzare dispositivi come Kindle di Amazon, iLiad di iRex o eReader di Sony, prodotti che, a parte il grande hype iniziale, non è che poi abbiano rivoluzionato il mercato, finendo perlopiù nelle mani degli enthusiast e dei consumatori più trendy.
Quali siano questi limiti è presto detto. In primis abbiamo la mancanza di soluzioni a colori effettivamente soddisfacenti, per ora infatti non sono stati mostrati che prototipi lontani da una reale integrazione su dispositivi per il grande pubblico. Le date sono ancora incerte per avere un’idea chiara di quando sarà possibile vedere qualche risultato decente, anche se è notizia di questi giorni che AUO Optronics avrebbe pronti dei modelli realizzati con tecnologia SiPix Microcup già per il 2010, dei quali si dovrebbero vedere soluzioni per il mercato all’incirca tra il 2012 ed il 2013. C’è ancora da aspettare quindi.
Un secondo neo dell’e-paper è legato ai tempi di risposta che si riescono ad ottenere, ben lontani da quelli che possono essere registrati sugli odierni LCD e quindi inadatti per contenuti che varino molto velocemente come i video, ma anche solo per menù dinamici o animazioni complesse. Questo ha portato ad implementazioni pratiche in controtendenza con la linea perseguita al momento: invece che proporre contenuti in modo sempre più ricco ed accattivante, si è ripiegato sulla semplicità, spesso spacciandola per scelta e non per costrizione, e su interfacce piuttosto spartane.
Questi due inconvenienti sono i principali limiti alla diffusione dell’e-paper, che stenta appunto a decollare per la mancanza di competitività con soluzioni più funzionali sotto certi punti di vista, principalmente quindi per motivi commerciali, dato che il pubblico non è rimasto molto entusiasta degli sviluppi del supporto fino a questo momento.