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| Pubblicato il: 26.06.2009 | A cura di: Federico Piccirilli |
La miniaturizzazione degli apparati elettronici e la conseguente trasformazione di molte soluzioni classiche nella loro controparte digitale ha introdotto recentemente nuovi tipi di dispositivi atti a sostituire, prima o poi, gran parte dei nostri schemi concettuali di fruizione ed utilizzo delle informazioni, sebbene non radicalmente, almeno nei modi.
Hanno fatto un gran parlare di sé a tal proposito gli e-book reader, per ora più come esercizi stilistici che per un’effettiva utilità pratica, ma che stanno crescendo costantemente, pronti a rimpiazzare, in un futuro non troppo lontano, libri e riviste trasformandoli in una serie di dati visualizzabili su appositi display portatili.

Per questi dispositivi si sono provate molte soluzioni per renderli allo stesso tempo pratici da utilizzare ed economici per l’utente finale, una delle più promettenti è sicuramente la cosiddetta e-paper, la “carta elettronica”, chiamata anche e-ink (inchiostro elettronico) o electronic paper.
Non è una novità nel senso stretto del termine, anche se può essere considerata come un progetto in corso d’opera, dato che le potenzialità ci sono ma ancora non sono state sfruttate a dovere, ed i primi esempi non hanno convinto più di tanto. Ma le aziende sono fiduciose in questa soluzione e i miglioramenti alla tecnologia fanno si che ogni giorno l’e-paper venga studiata e analizzata per ottenere nuovi e più interessanti sviluppi. Prima di vedere dove siamo arrivati al momento e quali saranno i passi successivi, facciamo un salto indietro e cerchiamo di capire cosa sono e come funzionano i display con tecnologia e-paper.