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| Pubblicato il: 10.12.2008 | A cura di: Federico Piccirilli |
Per quanto riguarda i test colorimetrici, ci accorgiamo subito come la luminanza massima, dichiarata di 450 cd/mq, si attesti invece sulle 389 cd/mq, risultato comunque adeguato per gli utilizzi più disparati. Il contrasto invece appare già ottimo così com’è, non c’è bisogno di intervenire per correggerlo manualmente.
Di default, con le impostazioni di temperatura a 6500 K, l’Eizo fa registrare invece 6700 K e anche la gamma appare visibilmente fuori scala, operiamo quindi la calibrazione e vediamo se la situazione migliori.
Nessun problema per impostare la temperatura al target desiderato di 6500 K, anche la gamma risponde prontamente e raggiunge l’impostazione di 2,2. Interessante il livello del nero di sole 0,1 cd/mq, specie se si pensa che un S-PVA non sempre riesce ad arrivare ad una tale profondità. La luminanza tocca le 119,8 cd/mq, valore che possiamo ritenere più che accettabile.


La curva di gamma si dimostra leggermente imprecisa nella parte bassa, con un leggero scostamento delle componenti cromatiche RGB dall’asse centrale, specie il blu risulta eccessivo. Il gamut invece rientra perfettamente nello standard sRGB, dimostrando una buona copertura dello spazio di riferimento.
Come vediamo il gamut dell’Eizo HD2442W, in rosso, supera il confine dell’sRGB sulle tonalità blu, cosa che ribadisce l’impressione di dominanza avuta in precedenza, mentre è lievemente più contenuto sulle altre tonalità. Intervenendo ancora un po’ nel menù di regolazione si riesce a correggere in parte l’eccessiva preponderanza verso un estremo del triangolo di gamut, riportandolo entro un range più normale. Per fortuna i controlli sono molto completi e l’operazione si effettua in poco tempo senza difficoltà.
Il mapping, effettuabile in modalità 1:1 come nelle classiche varianti stretch o fullscreen, è impostabile anche in 2x, raddoppiando di fatto la grandezza su schermo, utile per le sorgenti a bassa risoluzione. L’interpolazione restituisce risultati ottimi a tutte le dimensioni provate, da 1024 x 768 alla sua risoluzione nativa di 1920 x 1200.

Notiamo che la definizione del testo è sempre corretta e non si notano fastidiosi effetti di sfocatura attorno ai caratteri, permettendo una leggibilità adeguata ad ogni impostazione. Il dettaglio si conserva bene e, anche con un ingrandimento molto spinto, come quello riportato nell’immagine precedente, è visibile la bontà dello scaling.
Le applicazioni reali godono della grandezza dello schermo in grado di visualizzare due pagine A4 affiancate, come della risoluzione che permette un buon livello di dettaglio anche negli impieghi più ricercati. Vista la matrice nativa del display, non può che richiamare alla mente lo standard FullHD che, sebbene abbia una risoluzione verticale leggermente inferiore, 1080 contro i 1200 pixel del formato 16:10, trova sicuramente nei 24” la sua diagonale di riferimento, almeno per quanto riguarda i monitor per PC. Ed è proprio la visione di film in alta definizione uno dei punti di forza di questo modello.
Come richiama del resto la sigla HD posta davanti al numero che contraddistingue la soluzione di Eizo, il monitor è progettato più per l’impiego filmico che per quello grafico, come invece accade per la maggior parte dei prodotti del marchio nipponico. Rimane comunque utilizzabile tranquillamente anche in ambiti grafici semi-professionali, ma chi cerca il massimo della qualità sarà più attratto dai modelli di punta di casa Eizo che da questo, che potrebbe più essere definito un prodotto destinato all’utenza prosumer.
Sia con sorgenti in alta definizione che in normali contenuti video, l’Eizo HD2442W si comporta egregiamente, con un livello del nero ottimale, una resa cromatica all’altezza della situazione e grazie anche a varie opzioni di ottimizzazione proprio per questo tipo di impiego. Prima fra tutte la possibilità di eseguire lo switch del refresh da 60 a 50 Hz a seconda della sorgente. La risoluzione permette il pieno supporto allo standard Full HD, sebbene con il classico banding, sia nella versione 1080p che in 1080i, a tal proposito il monitor permette anche qui di impostare la resa a seconda della presenza di modalità progressiva o interlacciata. Il contrasto è ben dosato e non si notano bordature eccessivamente brusche nelle immagini in movimento, anche problemi di artefatti o aloni nello streaming video sono del tutto assenti.

Sempre per quanto riguarda la fruizione di contenuti video, è interessante la funzione PiP (Picture-in-Picture) integrata nei comandi del monitor e accessibile anche dal telecomando, grazie alla quale è possibile visualizzare un secondo input in finestra su schermo, regolandone la sorgente, la trasparenza e la dimensione stessa dell’area dedicatagli. In questo modo si può, ad esempio, utilizzare il PC mentre viene riprodotto un film su Blu-ray via HDMI, alternando, qualora lo si desideri, l’area principale del display tra i due segnali in entrata.

Con i giochi, come era possibile prevedere, il monitor di Eizo non brilla per velocità e purtroppo la cosa è abbastanza visibile, specie nei titoli dall’azione più frenetica. Provando Unreal 3 ci accorgiamo come il ghosting sia eccessivo anche per il giocatore medio e qua e la si intravedono anche fenomeni di corona e tearing, segno che il pannello perde un po’ troppi frame del processo di visualizzazione delle informazioni mandate dalla scheda video. A 100 fps la situazione si fa già abbastanza critica ma scendendo a 30 fps il problema rende impossibile un’esperienza videoludica all’altezza delle aspettative di un giocatore medio. L’hardcore gamer non prenderà neanche in considerazione l’eventuale acquisto dell’HD2442W, mentre l’utente interessato ai giochi a livello sporadico dovrà valutare bene qual è la sua soglia di percezione del difetto e, nel caso trovasse il tempo di risposta accettabile, potrebbe anche accontentarsi delle performance di questo monitor.

