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| Pubblicato il: 10.12.2008 | A cura di: Federico Piccirilli |
I comandi dell’OSD sono a sfioramento, questa volta però con una novità costituita dalla barra centrale. Da sinistra vediamo infatti il sensore per la luminosità ambientale, il tasto Input, la barra suddetta, il pulsante per entrare nel menù e per confermare le opzioni e, per ultimo, quello di accensione/spegnimento con relativo LED (disattivabile a piacimento dall’OSD).
Per scorrere tra le voci del menù si potrà utilizzare il sistema a barra, trascinando il dito nella direzione desiderata o semplicemente avanzando/regredendo di un’unità premendo le apposite frecce direzionali. Per confermare, in alternativa al tasto Menù, si potrà anche dare un singolo tocco alla barra, né più né meno di come si farebbe con un comune touchpad.
Il sistema si rivela però tutt’altro che pratico in realtà, essendo fin troppo sensibile e costringendo l’utente a rivedere spesso e volentieri ciò che è andato a impostare per errore. Oltretutto la scarsa visibilità dei comandi al buio non ne permette un riconoscimento veloce a vista, essendo impossibile l’individuazione a livello tattile.

Fortunatamente però Eizo ha pensato bene di includere un telecomando che replica tutte le funzioni dei comandi classici, aggiungendo anche alcuni pulsanti per richiamare determinate funzioni in modo facile e veloce. La periferica di comando remoto è ben realizzata, forse un po’ sovradimensionata ma ergonomicamente corretta e fruibile in tutte le sue funzioni senza problemi. Oltre alla possibilità di accendere e spegnere il monitor, anche ad orari programmabili, fa si che si possa cambiare il preset dei colori o variare le modalità espressamente dedicate al gaming: Size, che permette di scorrere tra le impostazioni dell’adattamento delle risoluzioni in ingresso e Thru che accelera i tempi di risposta eseguendo una sorta di Overdrive selettivo adatto per i giocatori. Quest’ultima modalità a dire il vero non ha prodotto differenze degne di nota rispetto a quella di default, almeno durante la nostra prova.

Con un singolo gesto è anche possibile passare dall’input di un PC a quello di un altro, come anche impostare il mapping e controllare il volume dell’audio. Non manca certo la facoltà di controllare i menù su schermo e selezionare uno tra i vari input collegati.
Infine, nella parte bassa, i comandi dedicati espressamente alla funzionalità Picture-in-picture, capace, ad esempio, di mostrare in finestra il contenuto di una sorgente video quale un Blu-ray disc mentre si sta svolgendo il proprio lavoro al PC, con la possibilità in qualunque momento di eseguire lo switch tra i due input oppure alternarne la presenza in finestra.
L’OSD vero e proprio è il classico Screen Manager già visto su altri monitor della casa nipponica. Piuttosto scarno graficamente e forse più adatto a modelli dedicati all’utenza professionale, svolge però diligentemente il suo compito, offrendo molte possibilità di regolazione anche sugli aspetti meno importanti.

I tab principali riguardanti colore, audio, connessioni, USB e informazioni, variano a seconda del contesto dipendente dall’input selezionato, quindi con opzioni differenti se si sta usufruendo di una connessione HDMI piuttosto che una DVI. Il grosso comunque resta simile, è possibile regolare nei minimi dettagli le impostazioni dei colori, come ci si poteva facilmente aspettare da Eizo, della gamma, tinta, saturazione, come anche del livello del nero. La temperatura è impostabile da 4.000 K a 10.000 K a passi di 500 K, la gamma presenta quattro valori predefiniti da 1,8 a 2,4 mentre i colori sono regolabili con il classico sistema dei tre slider RGB.

Presenti anche alcune opzioni avanzate come il controllo dei contorni o della nitidezza. Senza contare che anche l’audio è regolabile dettagliatamente con pieno controllo sugli alti, sui bassi e sul bilanciamento.

L’Eizo HD2442W è controllabile anche via software tramite l’utility Screen Manager Pro, rimasto sostanzialmente invariato da quello che avevamo già provato in altre recensioni.