|
||
| Pubblicato il: 10.12.2008 | A cura di: Federico Piccirilli |
Come abbiamo avuto modo di constatare all’inizio, l’HD2442W ricalca le orme dei suoi predecessori, con linee squadrate ed un aspetto globale poco accattivante per un utente domestico. Lo chassis è realizzato in plastica nera di buona qualità e l’assemblaggio è pressoché perfetto, risultando esente da difetti e giunzioni approssimative dei componenti.
Il logo del produttore e la denominazione del modello sono come sempre posti ai due angoli opposti in basso a sinistra e in alto a destra e la cornice non è spezzata da altri elementi. Nella parte bassa troviamo i comandi dell’OSD, sui quali ci soffermeremo più avanti.

Lateralmente un motivo zigrinato precede la parte contenente l’elettronica, interamente traforata per permettere una areazione ottimale della componentistica interna. Solo sul lato sinistro troviamo che la linea viene intervallata da due prese USB 2.0 e da un attacco jack per le cuffie.

Dietro notiamo che ancora una volta Eizo ha optato per una soluzione di raffreddamento molto generosa, lasciando che la superficie dello chassis sia interamente percorsa da fori per l’areazione. A ben vedere il monitor mantiene una temperatura contenuta anche dopo ore di utilizzo, però questo sistema a griglia può causare facilmente l’infiltrazione di polvere o altri agenti esterni; a suo favore va detto però che, sebbene si potrebbe pensare diversamente, non lascia trapelare ronzii fastidiosi dall’elettronica interna, facendo risultare il monitor molto silenzioso nonostante le numerose prese d’areazione.
Il braccio che sorregge il display è abbastanza grande e risulta estremamente rigido e solido, caratterizzato dal sistema di movimento ArcSwing che già avevamo visto su altri modelli della casa giapponese.

Grazie a questo sistema purtroppo non è possibile regolare il monitor solo in altezza, rendendolo invece orientabile secondo un movimento ad arco, dove abbassando lo schermo si avrà anche una sua conseguente inclinazione attorno all’asse orizzontale, cosa che può risultare utile o meno a seconda delle abitudini. Il meccanismo comunque è rigido quanto basta e la forza da imprimere per azionarlo è sufficiente a far si che sia piuttosto difficile muoverlo involontariamente. Il sistema rende possibile per l’HD2442W una inclinazione in avanti di 5° e ben 6° verso il retro, lasciando però come abbiamo visto, lo schermo sempre allineato allo sguardo dell’utente, cosa particolarmente gradita se il monitor viene impiegato in ambito lavorativo.

Le connessioni sono ospitate inferiormente nella parte posteriore del monitor e, sulla sinistra, possiamo notare quella VGA, la presa DVI e ben due HDMI. All’estrema destra dell’immagine si notano anche due prese USB 2.0 downlink mentre a sinistra si intravede una uscita audio-out.

Dalla parte opposta invece, il connettore per l’alimentazione e il consueto aggancio Kensington Lock per ancorare il monitor al piano di lavoro.

Il robusto braccio che sorregge il pannello è ovviamente comprensivo di una soluzione fermacavi, non proprio raffinata ma sicuramente funzionale, realizzata con un semplice meccanismo a clip metallica, forse un po’ troppo leggero in realtà: si sgancia facilmente in effetti. Rimuovendo le quattro viti che tengono in posizione il pannello è poi possibile attaccarlo direttamente a muro secondo lo standard VESA100.

La base è come al solito monolitica e inamovibile, di forma rotonda e priva di abbellimenti scenografici ma alla fine poco utili, garantisce un ottimo supporto al monitor, risultando perfettamente bilanciata. Sotto vediamo come sia interamente in metallo e, grazie al meccanismo rotante all’interno, permette di inclinare l’HD2442W 172° verso destra o sinistra, in modo da renderlo posizionabile a piacimento, oltretutto con uno sforzo veramente minimo, dato che basta un dito per compiere l’operazione.
