|
||
| Pubblicato il: 05.09.2008 | A cura di: Federico Piccirilli |
I colori non sono, contrariamente a quanto si pensa, una proprietà fisica specifica degli oggetti, è più corretto definirli una percezione. Infatti il colore è dato da una riflessione dei fotoni che compongono la luce da parte di un oggetto. A seconda di quali frequenze verranno assorbite e quali quindi deviate, l’occhio umano percepirà solo una parte della radiazione luminosa tramite i fotorecettori, lasciando che il cervello si occupi della ricostruzione finale dell’immagine e dell’interpretazione dei colori.

L’occhio umano però non è in grado di percepire qualsiasi frequenza dello spettro luminoso, limitandosi a quella porzione che va da circa 380 ai 780 nm di lunghezza d’onda, definita spettro visibile.

In questa porzione dello spettro luminoso troviamo tutta la gamma di colori che siamo in grado di riconoscere, mentre ciò che si trova al di fuori è per noi privo di colorazione (ma ad esempio non lo è per alcuni animali e viceversa). Questo spiega perché definiamo i colori come una percezione e non come una proprietà fisica come potrebbe essere la massa: i colori non dipendono dall’oggetto ma dalla sorgente luminosa, dal percorso che la luce fa per arrivare a noi, dal mezzo (il “materiale”) che attraversa e dall’osservatore.
Nel quotidiano, i colori che vediamo non sono mai “puri”, ossia composti da una singola lunghezza d’onda, ma sono piuttosto una miscellanea di varie frequenze diverse. Quando invece ci troviamo di fronte ad un colore composto da una sola frequenza d’onda (sorgenti come il LASER sono in grado di emettere questo tipo di luce), lo definiamo spettrale, quindi perfettamente monocromatico. Non tutti i colori che conosciamo hanno il loro corrispettivo spettrale, possiamo però dividere lo spettro visibile e considerare quelli principali, sette: violetto, blu, ciano, verde, giallo, arancio e rosso.
A ben guardare sono gli stessi che compongono l’arcobaleno, il cui principio base è analogo a quello del prisma in cui viene fatto passare un raggio di luce continuo.