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| Pubblicato il: 23.06.2008 | A cura di: Federico Piccirilli |
Il menù di configurazione del LaCie 342 è veramente ben realizzato, dalla grafica semplice ma efficace, permette di regolare molte funzioni in modo facile e senza passare per tanti sottomenù prima di trovare l’impostazione desiderata.

Il menù si riassume in tre macrocategorie. La prima mostra i preset per le impostazioni automatiche a seconda del tipo di applicazione prescelta, sono presenti 6 modalità preimostate: Standard, Cinema, CG, Photo, Text e DTP.
Di seguito troviamo il comando per attivare la modalità ECO a basso consumo d’energia.
Poi gli immancabili controlli di luminosità e contrasto, nonché la regolazione della temperatura colore, ovviamente con la possibilità di essere impostata manualmente.
Presente anche la regolazione della gamma secondo valori preimpostati da un minimo di 1.6 ad un massimo di 2.4.
Le funzioni dello scaler interno sono regolate secondo quattro tipologie di adattamento dell’immagine: reali (mantiene invariato il rapporto d’aspetto, visualizzando l’immagine al centro del display nella sua risoluzione originale), smart zoom (mantiene il rapporto d’aspetto ma allarga l’immagine a 1600 x 1200 o 1920 x 1080), zoom (allarga l’immagine a 1920 x 1080) e Dx2D (allarga a 1920 x 1200).
Infine troviamo il comando per l’attivazione dell’overdrive, denominato Over Speed.
Tutto ciò se l’input è DVI-D o VGA, per quanto riguarda l’HDMI il menù cambia radicalmente presentando altre opzioni, specie riguardo alla riproduzione di contenuti video.
Ecco quindi il controllo di riduzione del rumore, quello del contrasto adattivo e la regolazione esacromatica del colore.

Nella categoria successiva sono raccolti i comandi di Uniformità (nitidezza), Blocco NR (riduzione del rumore dell’immagine in un flusso video compresso, come può essere l’MPEG), la visualizzazione delle informazioni aggiuntive che vengono riportate in alto, le regolazioni varie del menù, la priorità di input del monitor, l’attivazione degli speaker ed il reset alle impostazioni di fabbrica.

L’ultima categoria riguarda le impostazioni per la funzione PiP (Picture in Picture) che, una volta attivata, presenta la possibilità di selezionare l’ingresso alternativo; non manca la regolazione della dimensione, posizione e trasparenza della finestra, nonché l’opzione per passare dall’audio della sorgente principale a quello della secondaria.

L’unico neo di questo menù veramente molto completo, è il sistema di comandi che, seppur esteticamente bello da vedere, risulta soffrire di un lag evidente tra azione dell’utente e risposta dell’OSD.
I comandi sono facilmente visibili anche in condizioni di scarsa luminosità e le funzioni sono chiare e semplici da usare, come detto però, questo sistema di tasti a sfioramento mostra i suoi limiti quando non si premono lentamente e precisamente i vari “bottoni”: la sensibilità è in effetti piuttosto scarsa e anche quando si riesce a dare l’input giusto, il menù risponde con una certa lentezza.