|
||
| Pubblicato il: 20.07.2007 | A cura di: Alessandro Crea e Andrea Naim |
Al loro apparire sul mercato i moduli DDR2, a fronte di una maggiore capacità di raggiungere frequenze più elevate delle specifiche DDR, erano guardati con sospetto dagli appassionati in quanto presentavano CAS molto più alti rispetto a quelli a cui ci avevano abituati le RAM di tipo DDR.
Il percorso dello standard DDR2 è stato quindi quello di coniugare frequenza e CAS, cercando di salire il più possibile senza aumentare i CAS già alti delle specifiche di debutto.
Senza inoltrarci in discussioni eccessivamente tecniche sui vantaggi di avere CAS più bassi o frequenze più elevate, possiamo dire che ormai i test hanno dimostrato da lungo tempo che frequenze inferiori con CAS spinti danno punteggi equivalenti a quelli ottenuti a frequenze maggiori, ma rilassando i CAS, col vantaggio però di necessitare di voltaggi minori, scaldando meno, consumando meno elettricità e, in generale, aumentando la loro durata e affidabilità nel tempo in quanto meno stressate elettricamente. Le DDR2 quindi si sono dovute adeguare, tentando di coniugare la strada delle frequenze con quella dei CAS della generazione precedente.
Le DDR2 di OCZ di cui vi parliamo oggi rientrano alla perfezione in questo quadro e ne danno un’ulteriore dimostrazione.
