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| Pubblicato il: 04.02.2011 | A cura di: Andrea Faes |
Per il test delle performance ci siamo basati sul programma MaxxMem che ci ha permesso di valutare in maniera facile e veloce le principali caratteristiche velocistiche delle nostre memorie andando ad analizzare la velocità di copia, lettura, scrittura e latenza del nostro prodotto.
Il test ha lo scopo di valutare le velocità di copia, lettura e scrittura del kit in esame e di poterle paragonare con differenti parametri di funzionamento
Le memorie sono state testate con queste impostazioni:
* 160 x 22 memorie 1600 MHz 8-8-8-21 1T
* 160 x 22 memorie 1600 MHz 7-9-7-21 1T
* 180 x 20 memorie 1800 MHz 9-9-9-24 1T
* 180 x 20 memorie 1800 MHz 8-10-8-24 1T
* 200 x 18 memorie 2000 MHz 9-11-9-27 1T
La scelta di questi parametri è stata fatta in quanto sono impostazioni facilmente replicabili nell’utilizzo quotidiano e sono, probabilmente, le impostazioni che la maggior parte dell’utenza utilizzerà sulle proprie piattaforme.
Abbiamo cercato di mantenere la frequenze della CPU costante a circa 3,6 GHz. Il divisore delle memorie è rimasto sempre costante e pari a 2:10 e anche quello del QPI è restato sempre costante. Questo ha fatto si che le prestazioni aumentassero leggermente all’aumentare del BCLK, anche se le variazioni sono veramente minime.
Le memorie che abbiamo utilizzato sfruttano di base un TRCD pari a +2 rispetto al CAS e così ci siamo adeguati anche per le frequenze inferiori, ma abbiamo voluto comunque testare il comportamento di questo prodotto utilizzando i timing che si vedono più frequentemente caratterizzati da CAS e TRCD di pari valore.
Come spesso accade all’aumentare della frequenza e al rilassamento dei timing corrispondono spesso prestazioni maggiori. Molto importante sottolineare come le prestazioni siano pressochè uguali anche se a lieve vantaggio della soluzione con TRCD più alto. Questo parametro sarà molto importante successivamente nei test condotti in fase di overclock.
Utilizzando sempre la suite MaxxMem abbiamo registrato un grafico con l’andamento delle latenze che, come per la banda del grafico precedente, aumenta di prestazioni con l’aumentare delle frequenze e il rilassamento dei timing. In poche parole non c’è motivo per tenere queste memorie a bassa frequenza.
Anche in questo caso analizzando i casi dove le frequenze sono uguali notiamo un piccolo vantaggio della soluzione con TRCD più elevato a discapito di quella con TRCD uguale al CAS.