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| Pubblicato il: 22.07.2008 | A cura di: Andrea Naim |
Si può notare come, con il passare del tempo, il costo per MHz dei processori, per MB delle memorie e per GB degli hard disk, tenda a diminuire e contestualmente aumentino le caratteristiche medie dei personal computer. Oggi infatti è abbastanza comune disporre di un processore da 2 GHz per ciascun core, hard disk da 250 GB di capacità e 2 GB di memoria RAM; alcuni anni fa invece, a parità di cifra si poteva arrivare a comprare solo mezzo gigabyte di RAM invece che due. Ma, d’altra parte, di pari passo aumentano anche le risorse minime che i programmi, e soprattutto i videogiochi, richiedono per poter funzionare.
Parallelamente, il miglioramento dei rapporti prezzo/prestazioni e prezzo per quantità consente di prendere in considerazione non solo l’acquisto di PC più potenti, ma anche l’aggiornamento di sistemi esistenti, con componenti nuovi o semplicemente aggiungendo moduli di RAM. E per quanto riguarda l’impatto sulle prestazioni, più di frequente è proprio il raddoppio della memoria di sistema che porta i maggiori benefici. Aumentando il quantitativo di RAM, infatti, si migliora il tempo di caricamento delle applicazioni e si incrementa la flessibilità del multitasking.
Questo potenziamento tuttavia non è così scontato né immediato.
Le performance di un computer infatti dipendono anche dal bilanciamento prestazionale che i vari componenti hanno tra di loro, dal tipo di sistema operativo che si adotta e dalle applicazioni che si intende eseguire.
La nostra analisi sarà focalizzata sui benefici che può apportare il dotarsi di quattro gigabyte di memoria RAM, un quantitativo che oggi non ha più un costo proibitivo.
Ma chi ha bisogno di una tale dotazione di memoria? Senza andare a menzionare le applicazioni professionali, che richiedono spesso quantitativi anche superiori a quattro gigabyte, chi usa programmi di grafica o di editing video, anche se a livello amatoriale, può impegnare molto la memoria di sistema, soprattutto se contemporaneamente si eseguono altre applicazioni. Ma di sicuro sono i videogiochi a costituire la parte maggiore e più diffusa tra i programmi avidi di memoria. Pertanto è su di questi che si focalizzeranno i nostri test, anche se le considerazioni avranno carattere generale.