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| Pubblicato il: 11.07.2008 | A cura di: Federico Piccirilli e Marco Regidore |
L’EPP (Enhanced Performance Profiles) è uno standard creato per impostare automaticamente, su chipset NVIDIA, tutti i parametri riguardanti le RAM senza dover intervenire manualmente in tediosi settaggi, aiutando di fatto ad ottenere le massime prestazioni con il minimo sforzo da parte dell’utente.
Con l’EPP 2.0, evoluzione del precedente standard, è adesso possibile il supporto anche alle più recenti DDR3.
A differenza del classico standard JEDEC SPD (Serial Presence Detect), che riempiva solo i primi 98 byte della EEPROM da 256 byte installata sui moduli RAM, lasciando il resto inutilizzato, l’EPP usa anche i byte da 99 a 127 per inserirvi dati aggiuntivi. Vediamo quindi come le specifiche EPP non rimpiazzino le SPD, ma semplicemente si limitano ad estenderle.

Per funzionare però, l’EPP 2.0 ha bisogno di essere supportato anche dal BIOS della motherboard su cui andremo a montare i moduli conformi a questo standard. Il BIOS, infatti, si occuperà di andare a cercare nella frazione normalmente libera dello SPD, quelle informazioni in più fornite dall’EPP 2.0. Una volta trovate, sarà appunto la motherboard stessa a bilanciare il moltiplicatore del processore, il voltaggio e l’FSB per andare incontro alle specifiche native del banco di RAM che avremo installato. Inoltre l’EPP 2.0 porta anche la novità, rispetto alla revisione precedente, di poter overclockare automaticamente il processore di una percentuale predeterminata dall’utente, in modo da raggiungere la frequenza desiderata per le RAM.

L’EPP, o EPP 2.0 nel caso delle DDR3, è supportato dai soli chipset NVIDIA, che lo inserisce nei requisiti dello standard SLI-Ready Memory, logo che certifica ogni modulo EPP funzionante senza problemi sui chipset del Green Team.