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| Pubblicato il: 12.05.2009 | A cura di: Federico Piccirilli |
Insomma, Surface potrebbe veramente costituire un precedente importante nella storia delle interfacce per computer, finalmente siamo di fronte ad un sistema semplice ed utilizzabile da tutti ma allo stesso momento potente e versatile.
I prezzi che possono sfiorare i 15.000 € e le dimensioni non proprio ridotte lo mettono per ora a disposizione solo di un certo tipo di utenza, più che altro come strumento di lavoro, come nuovo metodo di presentazione o come sistema di intrattenimento per locali alla moda. L’utenza consumer dovrà aspettare ancora un po’ di tempo prima di poter vedere applicazioni pratiche di queste soluzioni varcare le porte della propria casa, ma Microsoft confida molto in questa prospettiva ed il suo obiettivo finale rimane quello di riuscire a portare Surface anche all’interno delle mura domestiche.
Le potenzialità ci sono così come non manca l’interesse delle aziende ad investire nel futuro di questo dispositivo, anche l’utenza, per quanto di nicchia per ora, sembra aver reagito bene all’introduzione di Surface all’interno dei propri workflow lavorativi.
Microsoft comunque non se ne sta con le mani in mano, ed è già pronto il successore di Surface, Second Light, che, sebbene esteticamente identico al suo predecessore, introduce una novità importante. Second Light infatti è capace di isolare porzioni di display per proiettare un’immagine diversa a seconda del contesto. Pensiamo ad esempio ad appoggiare un foglio di carta sulla sua superficie, così facendo l’apparecchio potrà proiettarvi sopra una qualsiasi immagine e far si che allo spostamento del foglio questa lo segua nel suo percorso.
Questo è attuato grazie ad uno schermo LCD PSCT-LC (Polymer Stabilized Cholesteric Textured – Liquid Crystal), capace cioè di cambiare stato come un normale display a cristalli liquidi ma mantenendo uno stato di quiete che crea una superficie opaca sulla quale possono essere retroproiettate le immagini: in pratica un misto tra un monitor tradizionale ed uno schermo a retroproiezione, tutto in uno.
I tempi di risposta in questo caso devono essere piuttosto veloci per attuare il processo, si parla infatti di 0,5 ms, e la frequenza di aggiornamento di 60 Hz in questo caso è doppia, ossia ci sono due layer entrambi a quella frequenza, controllati ognuno da un proiettore Hitachi CPX1 con otturatore ottico DisplayTech a cristalli liquidi ferroelettrici.

Solo una prova di forza di Microsoft per confermare la potenza del suo marchio? Probabilmente no, Surface è qualcosa di più. Certo, agli occhi di molti potrà sembrare l’ennesimo giocattolo ipertecnologico che non trova una vera collocazione essendo di scarso utilizzo pratico per l’utente finale, ma così non è: le potenzialità di Surface sono reali e, cosa più importante, sono molte le aziende che si stanno impegnando a coltivarle per approdare a qualcosa di veramente al servizio dell’uomo e non solo del branding.
E’ sicuramente un esercizio stilistico importante per la casa di Redmond ma non si limita ad essere una vetrina pubblicitaria. Di strada davanti a sé ne ha ancora molta da fare prima di poter veramente inserirsi con forza nel mercato di massa, ma Surface sta già conquistando il cuore di molti utenti in diversi settori, impresa che pochi prima di lui sono riusciti a completare con successo. Siamo quindi pronti a seguirne le evoluzioni con grande interesse, certi che questa non sarà l’ultima volta che ne sentiremo parlare, certi che il bello è ancora di là da venire.
br>Ringraziamo il nostro collega Fabio Pilotti per il materiale foto/video fornitoci per l’articolo.