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| Pubblicato il: 12.05.2009 | A cura di: Federico Piccirilli |
Abbiamo assistito a diverse applicazioni di Surface in grado di dimostrarne tutte le sue potenzialità, magari un po’ fini a se stesse per ora, ma che non mancheranno di realizzarsi concretamente in qualcosa di molto più interessante nel prossimo futuro.
Browsing di immagini come se si stessero spostando delle fotografie su una scrivania, allargandole col semplice gesto delle mani e ruotandole come se fossero oggetti reali. Player multimediali da “appoggiare” virtualmente sul tavolo per interagire con l’utente. Strumenti di disegno a mano libera. Sistemi di cartografia completi di immagini satellitari e indicazioni precise su qualsiasi cosa si necessiti di conoscere. Giochi multiutente per mettersi alla prova con gli amici. Soluzioni di health-monitoring avanzate con visualizzazioni tridimensionali. Questo e molto altro è quanto offerto già da adesso da Surface.
Ma come abbiamo visto è possibile farlo interagire con praticamente qualunque cosa, che siano oggetti fisici inerti o dispositivi digitali in grado di comunicare direttamente con l’apparecchio. Niente cavi o software di gestione, tutto funziona spostando oggetti, virtuali e non, sulla superficie del tavolo, trasferendo dati, pagando conti, acquisendo informazioni o gestendo i contatti telefonici. Dei vari esempi di dispositivi votati a rivoluzionare il concetto di interfaccia digitale, forse Surface è quello più vicino a realizzare quello che fino a pochi anni fa poteva essere concepito solo concettualmente, o perlomeno a gettarne le basi.
Tra i primi developer italiani sono da segnalare partner come Accenture, Avenade, Aware Reply e S5lab, segno che l’interesse c’è ed è realmente tangibile, grazie all’impegno di grandi compagnie nel realizzare applicativi basati su questa soluzione di Microsoft.

Che siano impegnate nel settore retail oppure nell’entertainment o nelle telecomunicazioni, che siano pronte ad investire nell’healthcare management così come nel financial planning, tutte queste aziende hanno deciso di puntare su Surface per sviluppare servizi innovativi ed accattivanti per il pubblico, coinvolgendo l’utente stesso nel processo creativo e gestionale che sta alla base del successo di questa innovativa interfaccia, capace di livellare quel digital divide, generazionale o esperienziale, che ancora rende difficile l’introduzione di alcune tecnologie, percepite come ostiche o di dubbia utilità. Non è quindi il caso di Surface, che si è mostrato capace di adattarsi agli usi dell’utente comune, senza stravolgerne la mentalità e senza portarlo coattivamente ad utilizzare interfacce astruse e dall’ergonomia piuttosto distante dal comune modo di interagire con gli oggetti.
