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| Pubblicato il: 12.05.2009 | A cura di: Federico Piccirilli |
Finalmente Microsoft Surface sbarca anche nel vecchio continente, dopo circa un anno dal suo rilascio ufficiale negli Stati Uniti infatti, la casa di Redmond ha deciso che era giunto il momento di far conoscere anche al pubblico europeo le potenzialità di questa nuova quanto inusuale piattaforma. Siamo andati all’evento per toccare con mano le funzionalità permesse dal dispositivo, per cercare di farci un’idea sulle prospettive e sull’effettiva utilità per gli utenti finali, ma anche per valutarne eventuali pregi e difetti, per capire cos’è realmente Surface.
Iniziamo con una panoramica proprio su cosa sia e come funzioni, anche se molti di voi già ne avranno sentito parlare, per permettere a tutti di farsi una chiara idea sulle potenzialità di questa periferica.
Il progetto nasce nel 2001, atto a realizzare un dispositivo NUI (Natural User Interface) composto da una soluzione ibrida hardware e software che permettesse all’utente di gestire ed interagire con un ambiente virtuale utilizzando esclusivamente gesti naturali delle mani o tramite il supporto di oggetti reali in grado di essere rilevati dall’apparecchio.
Scopo senz’altro ambizioso e futuristico ma che ha trovato una realizzazione pratica proprio due anni fa, quando fu presentato per la prima volta il fantomatico quanto inaspettato Surface, rilasciato poi un anno più tardi.
Microsoft ha incentrato la propaganda del suo neonato dispositivo sulle potenzialità offerte dall’interfaccia multi-touch, in grado di gestire più input allo stesso momento per garantire una più comoda interazione con la macchina, eliminando la necessità della sequenzialità delle operazioni e sfruttando quello che è un modo più semplice e naturale di interagire con gli oggetti nel quotidiano.
Si è parlato molto di multi-touch sul Surface però, quando in effetti di touch ha ben poco. Non è infatti basato su una tecnologia di schermi sensibili al tocco, il suo display non è altro che uno schermo da 30” a retroproiezione che riceve il segnale da un proiettore DLP XGA posto sotto di esso, con cinque telecamere che si occupano di registrare le emissioni infrarosse degli oggetti che ne toccano la superficie. Ben diverso dalle tecnologie touch tradizionali ma sostanzialmente avente lo stesso effetto agli occhi dell’utente: si tocca lo schermo e si interagisce con i contenuti presenti su di esso.

Questo sistema ovviamente occupa un bel po’ di spazio, ecco perché Surface esteticamente è un vero e proprio tavolo, con il display che ne occupa la superficie superiore, posto quindi orizzontalmente, e tutta l’elettronica di controllo ospitata all’interno della struttura, completamente invisibile all’utente.
Sebbene ingombrante, con tale soluzione si è riusciti a superare certi limiti di dimensioni posti in essere dalle attuali tecnologie di riconoscimento tattile, oltre che permettere la trasposizione digitale di ben 52 input contemporaneamente, rendendolo utilizzabile anche da più utenti seduti attorno ad esso.

Una periferica votata quindi al sociale, più improntata per un uso in compagnia che, come per i dispositivi visti fin’ora, alla realizzazione di operazioni in singolo, cosa che la rende veramente interessante per tutta una serie di possibilità che sia aprono a partire da questa semplice quanto ingegnosa idea.
Fa sorridere pensare che il primo prototipo di Surface fosse basato su un tavolino IKEA con un buco al centro ed un foglio di carta lucida a fare da diffusore. Da quel giorno di strada ne è stata fatta molta ed oggi finalmente possiamo toccare con mano il risultato di tanti sforzi: andiamo quindi a vedere per prima cosa come funziona Microsoft Surface.