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| Pubblicato il: 18.06.2008 | A cura di: Alessandro Crea |
Ultimamente vi abbiamo proposto una serie di diffusori "all round", dal prezzo relativamente contenuto per la qualità che offrono ed adatti sia ad essere integrati in una Digital Audio Workstation per chi compone o, usate assieme a un’ottima scheda audio prosumer, per ascoltare musica ad alti livelli o infine, perchè no, anche utilizzarle per videogiochi e film, per tutti quelli che non possono o non vogliono avere un audio posizionale di tipo multicanale ma senza per questo rinunciare alla qualità dell’audio.
Prima spieghiamo però, come già fatto in passato, perchè pensiamo che le caratteristiche intrinseche delle case di tipo monitor siano perfette per un uso home, magari in accoppiata a un PC dotato di una buona scheda audio.
Sintetizzando possiamo dare alcune motivazioni, tutte legate al posizionamento ambientale dei diffusori, quando utilizzati assieme a un PC. Anzitutto i monitor sono definiti anche "near field", poichè concepiti per fornire un’emissione sonora corretta in uno spazio assai ristretto, avendo un raggio brevissimo dai monitor stessi, molto meno soggetti a problemi di posizionamento rispetto ai normali speaker HiFi.
Il punto d’ascolto "corretto", in genere chiamato "sweet spot", è facilmente ottenibile, pensando alla posizione ascoltatore/coppia di monitor come ai tre vertici di un triangolo equilatero. In questo modo, anche avendo a disposizione poco spazio attorno al proprio PC è possibile disporre l’impianto audio senza le limitazioni proprie di una soluzione formata da amplificatore più diffusori HiFi passivi.
Adottando dei monitor sarà inoltre possibile ascoltare la propria musica preferita senza doversi allontanare molto dal proprio PC, essendo quindi in grado di continuare le proprie attività. Attenzione però a non confondersi pensando che, poichè i monitor hanno uno sweet spot ristretto, abbiano volumi troppo bassi e poco soddisfacenti. Quando ci si riferisce allo sweet spot, sia per i monitor che per i normali speaker HiFi, si fa riferimento alla porzione di spazio entro cui l’emissione sonora è la più corretta possibile. Fuori da questo spazio la musica c’è ancora tutta e a volume intatto, solo che, ad un orecchio esperto ed attento, non sarà più tonalmente e timbricamente corretta.
Tornando al test di oggi, vi parleremo delle M-Audio Studiophile BX5a. M-Audio, una divisione di Avid, è un brand notissimo in campo di dispositivi di registrazione e riproduzione musicale da studio, che abbiamo già conosciuto in passato per la recensione della scheda audio Audiophile 192. La serie Studiophile costituisce la linea di monitor attivi di M-Audio, che si posizionano nella fascia "economica" del mercato, e sono quindi adattissimi per essere adottati su PC per ascoltare musica con una qualità superiore, giocare, vedere film o comporre musica.

La confezione dei BX5a è in cartoncino, col logo di brand e modello e una foto dei monitor, i quali sono protetti dal classico packaging che prevede l’avvolgimento in sacchetti di plastica trasparente come protezione dai graffi e dei fermi in polistirolo, inferiori e superiori, per bloccare i monitor.
La dotazione è quella che ci si può attendere per due monitor, ossia i cavi di alimentazione degli amplificatori e un manuale cartaceo.