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| Pubblicato il: 03.03.2010 | A cura di: Alessandro Crea |
Avere un impianto stereo potente e ben suonante per ascoltare la propria musica a tutto volume è il sogno di tutti gli audiofili e appassionati di musica, ma purtroppo nella maggior parte dei casi si vive in condomini dove i volumi d’ascolto non possono certo essere da stadio, per non disturbare giustamente i nostri vicini di casa e non imporre ad altri i nostri gusti musicali e le nostre ore di ascolto. Ecco che allora sono in tantissimi gli appassionati che devono ripiegare su un buon paio di cuffie per ascoltare in santa pace la propria musica senza recare disturbo a nessuno.
Sicuramente, per quanto costose possano essere, delle buone cuffie HiFi costeranno sempre infinitamente meno di un paio di speaker di qualità equivalente, per cui rappresentano anche una buona soluzione di spesa per chi voglia ascoltare musica con una qualità audio elevata, ma non voglia svenarsi per approntare un impianto all’altezza delle proprie esigenze. Tuttavia, ovviamente, le sole cuffie non sono sufficienti e, benché molti amplificatori integrati offrano anche un’uscita cuffia, ogni appassionato sa che per ottenere il meglio dalla propria cuffia c’è bisogno di un amplificatore dedicato, giacché molto spesso le uscite cuffie non sono altro che questo, dei plug inseriti nel cabinet dell’amplificatore, senza nessun circuito dedicato e separato dal resto e quindi non in grado di garantire quella qualità elevata di cui si necessita.

Ovviamente, come in tutti i campi dell’HiFi, l’offerta di amplificatori per cuffie è sterminata e i prodotti disponibili sono davvero tanti e di tutte le fasce di prezzo, ma prima di continuare bisogna però sfatare uno dei miti fondanti degli audiofili ossia proprio la corrispondenza diretta costo/qualità. Su questa idea errata che non tiene conto dei meccanismi della produzione, molti brand hanno costruito la loro fama esoterica e la loro fortuna, semplicemente offrendo gli stessi prodotti della concorrenza in un enclosure più bello e a un prezzo svariate volte maggiore.
Il costo unitario finale di un prodotto infatti dipende da moltissimi fattori e non solo dai costi di produzione, ma anche da strategie di mercato. Anzitutto i costi di produzione non dipendono a loro volta soltanto dal costo reale dei materiali sommato a quello della mano d’opera, della distribuzione etc., ma anche dai quantitativi di produzione di cui è capace quel brand e, di conseguenza, quanti pezzi sarà in grado vendere effettivamente, da quanto investe in ricerca e sviluppo etc. Poi c’è la cosa più importante, ossia il marketing; sembra assurdo ma è così, soprattutto per quanto riguarda l’HiFi che, per anni, è stato appannaggio quasi esclusivo dei più benestanti. Un brand quindi può benissimo decidere, per tutta una serie di considerazioni legate anche ai costi produttivi di cui sopra, di produrre lo stesso identico prodotto di un altra azienda, a livello di qualità della componentistica, ma infilarlo in un contenitore più curato e venderlo a un costo magari tre volte superiore: venderà meno, ma avrà scelto la via di costruirsi un’immagine esclusiva ed esoterica, non alla portata di tutti, cosa che aumenta smisuratamente il fascino esercitato sui potenziali acquirenti, soprattutto di un certo tipo. Una strategia simile a quella scelta dalla Apple, tanto per restare nel nostro ambito naturale.
Detto questo è bene dire anche che, dall’avvento del T-Amp e degli amplifcatori digitali in generale, l’idea che qualcosa di poco costoso possa suonare (relativamente) bene, ma sicuramente molto bene se confrontato al proprio prezzo esiguo e a quello molto più elevato di altri dispositivi con la stessa qualità, questa legge si è un po’ invertita e adesso iniziano a esserci tanti produttori che sfornano dispositivi davvero ben suonanti a prezzi che sono una frazione di quelli di altri brand, che magari hanno a catalogo realizzazioni molto meno curate e meno ben suonanti.
Una delle più famose di questo nuovo corso è senza dubbio l’australiana Burson Audio, che abbiamo imparato a conoscere già in passato per i propri prodotti, sia destinati al DIY Audio (Do It Yourself), come nel caso degli OpAmp 101, che al mercato dei dispositivi completi, come il Audio Buffer AB-160 da noi recensito.
La linea di prodotti Burson comunque non si limita certo a questi due prodotti, bensì comprende tutto il necessario per approntare un sistema HiFi, tra le altre cose dunque anche un amplificatore dedicato per cuffie che, come tutti i prodotti Burson, sta già riscuotendo un grandissimo interesse per il suo ottimo rapporto prezzo/prestazioni e sta mietendo la solita messe di premi presso alcune prestigiose testate audiofile online.
Anche noi abbiamo avuto l’opportunità di testarlo, vediamolo dunque più da vicino.