|
||
| Pubblicato il: 05.02.2009 | A cura di: Alessandro Crea |
Caratterizzato da linee morbide e da un’estetica sobria e minimale, seppur attenta ai particolari, in puro stile Apple, il nuovo MacBook si contraddistingue soprattutto per l’adozione del nuovo chassis completamente in alluminio, denominato Unibody. Apple ha sviluppato una particolare procedura di costruzione industriale per questo telaio, che ne prevede la realizzazione a partire da una lastra di alluminio piena, che è poi scavata, intagliata e smussata da macchine a controllo numerico. Il risultato finale è una scocca inferiore (il coperchio che contiene il display è anch’esso in alluminio, ma è costruito indipendentemente) robusta, ottimamente rifinita e assolutamente rigida, al tempo stesso abbastanza leggera. In questo modo inoltre la quantità delle singole parti che compongono lo chassis diminuisce drasticamente, ottenendo un prodotto finale totalmente esente da scricchiolii o difetti di montaggio, nonché più facile da aprire quando si voglia accedere ai componenti interni, come vedremo tra poco.
Si potrebbe discutere a lungo sull’utilità pratica di tale soluzione, giacché ad esempio sicuramente protegge di più da piccoli urti o graffi, ma non potrebbe comunque salvare l’hardware interno da cadute accidentali, tuttavia è indubbio che uno chassis più rigido e compatto rappresenti un vantaggio, forse difficilmente quantificabile oggettivamente, ma comunque tale, senza contare l’indubbio impatto estetico che apporta ai nuovi MacBook.

Sul coperchio, dalle linee morbide e dagli angoli smussati, campeggia il classico logo della mela mordicchiata, che si illumina quando il portatile è acceso. Il design generale, sinuoso ed elegante, riprende a grandi linee quanto già visto per la prima volta sul MacBook Air. La scocca presenta piacevoli particolari estetici, come le modanature lungo i fianchi o attorno alla tastiera, che movimentano discretamente il design del notebook, senza appesantirlo con un eccesso di particolari. A tal proposito infatti si può notare come le superfici levigate dell’intero portatile non siano mai deturpate da griglie di aerazione o per speaker e porte di espansione variamente colorate e siano inoltre tutte raccordate tra di loro, in modo da offrire una linea continua e non invece spezzata come nella maggior parte dei normali notebook.
Sul lato destro troviamo unicamente lo slot-in di alimentazione del lettore ottico combo integrato. Si tratta di una soluzione molto elegante e funzionale, che elimina qualsiasi carrello di caricamento, contribuendo alla pulizia generale del tratto e alla compattezza del portatile che, da chiuso, misura appena 2,4 cm di spessore.

Sul lato sinistro sono ospitate invece tutte le porte di espansione: troviamo infatti, da sinistra a destra, l’attacco proprietario dell’alimentazione, chiamato MagSafe, che consiste in una connessione ad aggancio magnetico, che rende così lo sgancio immediato in caso di trazione improvvisa, come ad esempio può succedere se si inciampasse nel cavo di alimentazione, evitando così di danneggiare quest’ultimo. Seguono la porta di tipo RJ-45 per il cavo Ethernet, due USB, una mini-DisplayPort, un’uscita e un ingresso audio, entrambi basati su minijack in grado di ospitare sia cavi analogici che digitali di tipo ottico con attacco TOS Link, tramite adattatore. Chiude la dotazione lo slot di sicurezza di tipo Kensington.
Poco più avanti, sullo stesso lato, si può notare anche un pulsante tondo e una serie di otto minuscoli LED. Si tratta di una soluzione molto comoda per verificare lo stato di carica della batteria, anche col portatile spento: premendo sul pulsante infatti i LED si illumineranno di verde, in un numero variabile, proporzionale alla carica residua, restituendo così un rapido feedback visivo.

Sul retro non ci sono connessioni di sorta. Possiamo però notare una copertura in plastica scura semi-trasparente, posta tra le due cerniere: essa serve a facilitare le trasmissioni per le antenne WiFi e Bluetooth.

Il frontale è anche’esso completamente liscio e scevro da qualsiasi pulsante o connessione. Al centro è presente una svasatura che permette di sollevare facilmente il coperchio, trattenuto da invisibili chiusure di tipo magnetico, senza dentini o slitte di sorta. Alla sua destra è possibile notare un LED orizzontale, che si illumina di una luce bianca pulsante quando il MacBook si trova in fase di stop, equivalente allo stato di sospensione in ambito Windows.

Il fondo ospita invece i due vani di accesso alla batteria, all’hard disk e al resto della configurazione hardware. Anche qui è impossibile notare griglie di ventilazione o altro: il fondo è completamente liscio ed omogeneo, eccezion fatta per i quattro piedini di gomma che assicurano un appoggio caratterizzato da un ottimo grip e dai due pannelli asportabili. Il primo, più stretto, si apre facilmente sollevando la slitta visibile sulla destra, la quale sblocca il meccanismo di ritenzione, aprendo il primo comparto. All’interno troviamo la batteria rimovibile e, sulla sinistra, l’hard disk, montato su supporti smorzanti sui quattro lati e dotato di una connessione flessibile per la trasmissione di dati e l’alimentazione elettrica, la quale così evita anche rotture casuali delle connessioni.
Una volta rimossi entrambi i componenti (per l’HDD bisognerà anche svitare un supporto che lo tiene fissato agli elementi smorzanti), sarà possibile accedere a quattro delle otto viti che chiudono il secondo vano, sotto al quale troveremo l’alloggiamento delle RAM e l’intera scheda madre, col sistema di raffreddamento del processore. Le altre quattro viti sono invece poste all’esterno.
