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| Pubblicato il: 21.07.2007 | A cura di: Francesco Fortino |
L’alimentatore ha una finitura abbastanza convenzionale, simile a tutte le unità con ventola da 120mm, ma stavolta dipinto di nero. Apprezzabile la ricopertura di tutti i cavi con una guaina in nylon che aiuta nella disposizione degli stessi all’interno del case, oltre a prevenire la formazione di grovigli.

Tenendo in mano StealthXStream, la prima impressione è relativa al peso dell’unità: nonostante riesca a mantenere un carico continuativo di circa 580W, come riportato sul manuale, è sorprendentemente più leggero se confrontato a soluzioni analoghe di altre marche. Nonostante questo, garantisce tutto ciò di cui c’è bisogno, comprese le protezioni OVP, OCP e SCP rispettivamente per survoltaggi, overcurrent e corto circuiti.

L’etichetta non riporta nulla di rilevante e aggiunge alla tabella degli amperaggi solo le certificazioni di legge conseguite dall’unità. Anche il retro rispetta il disegno a nido d’ape comune a tutti gli alimentatori, senza soluzioni particolari ad esclusione del plug di rete con funzione autosense per regolare automaticamente l’input da 115 a 230V.

La disponibilità di connessioni, invece, sembra venire incontro ad ogni esigenza, da quelle dell’utente comune, che potrà riporre i cavi con comodità senza incorrere in fastidiosi grovigli, a quelle del power user con troppi componenti all’interno del case.

Nel dettaglio, oltre al normale ATX 20+4pin, sono presenti: 1 4pin/8pin ATX12v, 2 PCI-E per soluzioni multi-GPU, ben 6 molex a 4pin, 2 plug per floppy e card readers più 3 connettori Serial ATA.