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| Pubblicato il: 29.12.2008 | A cura di: Alessandro Crea |
L’aspetto del Revolution 85+ è ben curato, sobrio ma al tempo stesso non anonimo e anzi di sicuro impatto. La casa taiwanese ha infatti optato per una colorazione grigia e una finitura superficiale che rende il metallo dell’involucro esterno ruvido e opaco, come se fosse di ghisa ad esempio; una soluzione estetica che, assieme al peso consistente, dona al Revolution una sensazione di solidità e potenza.
I fianchi sono decorati da una fascia rappresentante una serie di frecce, stampate direttamente sulla lamiera, che ne slanciano e dinamizzano la linea e dalla semplice scritta bianca Revolution 85+. Infine un ulteriore tocco di aggressività è dato dalla griglia a protezione della ventola da 135 mm alloggiata sul lato inferiore, completamente profilata in rosso e con al centro il logo Enermax dello stesso colore, mentre la griglia vera e propria è nera e opaca.
La parte posteriore infine presenta la tipica traforatura per l’areazione ed ospita esclusivamente la vaschetta IEC per l’attacco del cavo di alimentazione elettrica e l’interruttore di accensione, oltre a un piccolo LED la cui funzione vedremo poi.
Il Revolution 85+ da 1050 W misura 150 x 190 x 86 mm.


Passando alla parte frontale troviamo le connessioni che caratterizzano tutti gli alimentatori di tipo modulare, che ormai vanno per la maggiore, grazie soprattutto alla flessibilità e comodità di utilizzo, che permette di avere solo i cavi che davvero servono, diminuendo così gli ingombri a tutto vantaggio della praticità e soprattutto di un migliore sfruttamento degli spazi interni dei case. L’Enermax Revolution 85+ 1050 W mette a disposizione quattro attacchi per le schede PCI-Express, in rosso, e ben sei, di colore nero, per l’alimentazione di tutti gli altri componenti.

Per quanto riguarda i cavi, si possono raccogliere in due gruppi: quelli fissi o nativi, solitamente basilari, senza i quali è impossibile avviare un sistema, e i cablaggi modulari veri e propri, raccolti in tre sottogruppi, a seconda degli attacchi offerti.

Nel primo gruppo troviamo il cavo principale a 24 pin per l’alimentazione della mainboard, altri due cavi a 8 e a 4 + 4pin, entrambi eroganti i 12 V per la CPU, due a 6 + 2 pin per l’alimentazione delle schede grafiche PCI-Express e infine un cavo tachimetrico per la ventola del dissipatore della CPU.

Nel secondo troviamo invece quattro cavi, ciascuno con quattro attacchi di tipo SATA, tre per l’alimentazione di schede PCI-Express, ognuno con due connettori da 6 + 2 pin e infine altri due cavi, uno con 3 molex da 4 pin e uno uguale, con in più un molex FDD.
Tutti i cavi sono rivestiti da robuste calze che contribuiscono a tenerli in ordine e ad aumentarne la resistenza ai graffi e ai tagli che essi potrebbero subire all’interno di un case e che sono molto pericolosi. La dotazione, tra cavi fissi e modulari, è davvero imponente e permette di alimentare agevolmente anche il più articolato dei sistemi, come ad esempio nel caso di una graphic station.
L’interno dell’Enermax Revolution 85+ è ben ordinato e presenta una componentistica di notevole qualità, con soluzioni tecniche degne di nota. Si veda ad esempio lo stage di filtraggio, con la bobina protetta da una guaina termorestringente e posizionata su una base rigida, i due ponti raddrizzatori privi di dissipatori o infine i tre imponenti condensatori primari Matsushita da ben 220 mF e 400 V a 85° C. Enermax ha inoltre adottato due trasformatori sincronizzati, in modo da ripartire più equamente il carico di lavoro, ottenendo così maggior efficienza ed omogeneità di erogazione.
Questo alimentatore inoltre utilizza un’architettura interna in cui sia il rail dei 3,3 V che quello dei 5 V non provengono più direttamente dal trasformatore, che può essere quindi dedicato esclusivamente a erogare un output stabile per le sei linee da 12 V. A tal fine la circuiteria supplementare, a differenza di soluzioni più ordinarie, non è più integrata sul PCB principale, nello stage secondario, ma è stata invece spostata su un PCB dedicato. Da notare infine che tutti i condensatori impiegati nello stage secondario sono prodotti dalla Chemi-Con, una azienda giapponese leader in questo campo.
