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| Pubblicato il: 10.05.2008 | A cura di: Alessandro Crea |
Al Gore può definirsi sicuramente una delle più grandi personalità degli ultimi anni e non solo in ambito politico. Vice Presidente degli Stati Uniti durante l’era Clinton e mancato Presidente lui stesso per una manciata di voti nelle elezioni che poi videro salire al potere l’attuale Presidente. Premio Nobel per la Pace nel 2007 per il suo impegno in difesa dell’ambiente, premio Oscar per il suo documentario del 2007 sul riscaldamento globale, vincitore del Webby Award, l’Oscar del web, per il suo storico coinvolgimento nell’industria dei computer, sia come legislatore, sin dagli albori di internet, sia direttamente, collaborando in diverse forme con Apple e Google.
Ora, in un periodo in cui si parla tantissimo di concetti come Web 2.0 e Social Networks, Al Gore s’inventa, letteralmente, un prodotto che più all’avanguardia non si può, poiché miscela in un unico media il meglio della sperimentazione di ben due ambiti, il web e la TV, andando in direzione di un media aperto, diffuso, democratico, interattivo e dialogativo, fatto dagli utenti e non dalle redazioni. Questo media ha un nome e si chiama Current.
Il progetto in sè non è nuovo. Nato nel 2004 come idea sulla quale lavorare da parte di Al Gore e del suo staff, Current prende vita un anno dopo e debutta negli USA, conseguendo un enorme successo e vasti consensi. Dopo due anni di consolidamento, Current sbarca in Europa, in altri due Paesi anglofoni: Regno Unito e Irlanda, dove bissa l’exploit avuto in patria. L’Italia è il primo Paese non anglofono a essere coinvolto in questo progetto e Al Gore era a Roma, presso il teatro Ambra Jovinelli, per presentare appunto l’esordio di Current anche nel nostro Paese.
L’evento, affollatissimo dai blogger italiani più importanti sulla scena, è stato disertato da esponenti di rilievo del panorama più tradizionale dell’Information Technology. Ma noi c’eravamo e vi spieghiamo di cosa si tratta.
